Contro l’intolleranza insieme al Colosseo

Si sono spente le luci del Colosseo e si sono accese quelle delle fiaccole di solidarietà per i cristiani vittime di discriminazione e persecuzione nel mondo. Nel luogo che parla della storia dei martiri cristiani dell’epoca romana, per un attimo il tempo si è fermato in una tiepida serata di primavera, mentre tutto intorno le macchine continuavano a sfrecciare nel traffico denso del rientro a casa dopo il lavoro. Tante davvero le persone che sono accorse alla serata promossa dalla Comunità ebraica di Roma e dalla Comunità di Sant’Egidio cui hanno aderito anche molte istituzioni e associazioni ebraiche italiane a partire dall’UCEI. Sul palco il ministro della Cooperazione Internazionale e dell’Integrazione Andrea Riccardi, il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, il rabbino capo rav Riccardo Di Segni, il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, il sindaco della Capitale Gianni Alemanno, il presidente della provincia Nicola Zingaretti e Mariella Zezza, assessore regionale al Lavoro intervenuta in rappresentanza della governatrice del Lazio Renata Polverini. Molti anche i messaggi di adesione e di sostegno delle istituzioni. Tra gli altri viene letto quello del presidente della Camera Gianfranco Fini, che si sofferma sull’importanza della diffusione del valori del dialogo in tutta la società italiana.
“Noi sappiamo che i cristiani in quei Paesi sono una presenza importante per l’aiuto che danno alle popolazioni in campo medico, sanitario, educativo. Con Sant’Egidio – ha detto Pacifici – dividiamo il ricordo della Shoah e ci siamo sempre intesi per lo sforzo straordinario che profondono per far conoscere il mondo ebraico. Insieme ci ritroviamo questa sera al Colosseo, un simbolo di persecuzione che noi e i cristiani abbiamo subito. Che le fiaccole di stasera aiutino a far riflettere”. “Tante volte – ribadisce rav Di Segni – abbiamo raccolto la solidarietà dei cristiani per gli attacchi alle comunità ebraiche in varie parti del mondo. Oggi siamo noi a portare solidarietà, e a manifestare insieme contro l’offesa della dignità umana”. Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, fa riferimento a Shahbaz Bhatti, ministro pakistano per le minoranze ucciso nel 2011, per sottolineare come spesso essere cristiani significhi trasmettere un messaggio di pace che disturba. “La nostra libertà – afferma – deve portarci a difendere la libertà degli altri. La risposta alla violenza è la solidarietà, l’attenzione, la preghiera”. Della forza della preghiera parla anche il ministro Riccardi. ”Le luci di questa sera – spiega – significano che non accettiamo il silenzio e che non ci siamo abituati alla triste litania delle donne e degli uomini cristiani che vengono uccisi e terrorizzati. Questo è un fatto terribile e l’attenzione da parte del governo italiano c’è oggi e c’è da sempre”. Il ministro ha poi ricordato anch’egli come le persone presenti alla fiaccolata di ieri sera fossero le stesse che si trovano ad onorare le vittime della Shoah su piazzale 16 ottobre 1943 nella sera della marcia silenziosa che ha luogo ogni anno in quella data. ”La libertà religiosa – interviene il sindaco Alemanno – è fondamento ineludibile della dignità umana. Quello che impressiona è che ancora oggi ci sia di fronte alla libertà religiosa una specie di pudore”. Anche dal presidente della Provincia Zingaretti arriva l’appello ad ”intervenire per la libertà religiosa, che è la prima libertà del mondo” e all’Europa per assumere ”la questione come prioritaria”. A concludere la serata è la testimonianza di Regina Martins, nigeriana, che esprime preoccupazione per il fatto che nel suo Paese l’odio religioso sfoci in guerra civile e la speranza che si possa arrivare a una convivenza pacifica tra cristiani e musulmani.
Le personalità scendono dal palco per lasciar parlare la voce del silenzio. Una musica tribale si diffonde mentre si spengono le luci del grande monumento, per lasciar spazio alla luce della speranza, della tolleranza e del dialogo che brilla fra le mille candele accese.

le – twitter@lefratimoked