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Yom HaTorah – Lo studio per tutta la vita

Prosegue il viaggio alla scoperta dei programmi, delle storie e dei personaggi che animeranno la prima edizione dello Yom haTorah, la giornata di studio della Torah promossa dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per il prossimo 20 maggio. Un grande appuntamento nel segno del confronto che coinvolgerà tutte le Comunità in un continuo scambio di idee tra Maestri e allievi.

Yom HaTorah – Igor: La mia identità

“Ho frequentato la scuola lubavitch fino alle medie, e poi la scuola della Comunità ebraica fino al liceo. Devo ammettere che se ne sono uscito con un grande amore per l’ebraismo e gioia per la vita ebraica, non altrettanto posso dire per quanto riguarda lo studio. Allo stesso tempo però terminato il liceo sentivo un forte bisogno di lasciare Milano per fare nuove esperienze. E poiché i miei genitori erano poco propensi a lasciarmi partire, il modo migliore per convincerli fu iscrivermi in Yeshivah in Israele”. Così Igor Braha, imprenditore milanese nel settore tecnologico racconta la storia del suo incontro con lo studio della Torah, con una permanenza in Yeshivah nata in maniera quasi casuale, ma che si è rivelata fondamentale per la sua formazione “Alla Yeshivat Kibbutz HaDatì vicino Ashkelon mi ritrovai insieme a ragazzi provenienti da famiglie tradizionaliste o religiose, ma non ortodosse al punto da fare sì che gli studi ebraici rappresentassero per loro la via naturale. Era gente che aveva liberamente scelto di dedicarsi allo studio della Torah. Questo mi colpì molto. Così come apprezzai l’attenzione che veniva rivolta allo studio della storia ebraica, per capire chi fossero Rashì, il Rambam, gli altri maestri, nel contesto in cui vivevano”. Dagli studi in yeshivah, Igor ha ricavato anche l’acquisizione di un metodo “Lì imparai, come dicevano i miei Maestri ad ‘aprire un libro’, cioè a essere capace, di fronte a un dubbio o a una curiosità, di prendere autonomamente in mano, per esempio, la Ghemarah, e di studiarne una pagina”. Oggi per Igor Braha lo studio è soprattutto la discussione il confronto con compagni, amici, osservanti e non, tutti con il proposito di imparare e insegnare allo stesso tempo (“non a caso in ebraico queste due parole, lomed e melamed, condividono la stessa radice” sottolinea). E rispetto al passato, studiare è ora più semplice, grazie alle numerose traduzioni anche in italiano, e alla diffusione di programmi per il computer che facilitano la consultazione delle fonti “Io per esempio ne uso uno che permette, cliccando su un versetto, di accedere a tutti i commenti, le spiegazioni, i passaggi collegati – sottolinea Braha, che conclude – Per me lo studio della Torah rappresenta la ricerca di se stessi, la costruzione della propria identità ebraica, che dallo studio della Torah non può prescindere”.

Pagine Ebraiche, maggio 2012