Yom HaTorah – Il privilegio di apprendere
“Studiare all’inizio può sembrare molto faticoso, ma con la costanza diventa un privilegio”. Per Roberto Amati,
ebreo romano impegnato professionalmente nel campo dell’abbigliamento, ad essere centrale non è tanto il contenuto della singola lezione quanto il significato che lo studio della Torah ricopre in tutta la sua vita. Una grande lezione da condividere con tutti coloro che prenderanno parte allo Yom HaTorah promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per il prossimo 20 maggio.
Yom HaTorah – Roberto “Un impegno irrinunciabile”
Nella settimana di Roberto Amati, ci sono tanti impegni. Alcuni negozi di abbigliamento da gestire, il nuoto, il tempo da dedicare al Tempio Beth Michael del quartiere Monteverde, in cui risiedono moltissime famiglie della Comunità ebraica di Roma. Ma un impegno irrinunciabile che scandisce la settimana sono le ore dedicate allo studio della Torah. Con diversi maestri e compagnie diverse, per approfondire diversi argomenti. “Il lunedì sera ci sono le lezioni di Ghemarah, e in particolare quest’anno dedicate al trattato di Ketubbot tenute dal rav Gianfranco Di Segni al collegio rabbinico. Il martedì quelle del rabbino Gad Eldad, che fa parte del tribunale rabbinico di Roma, con cui studiamo Berakhot. E il mercoledì pomeriggio, ormai da più di vent’anni, con una ventina di persone, seguiamo le lezioni del professor Gavriel Levi in cui ci occupiamo di Mishnah, e in particolare quest’anno ci stiamo dedicando al trattato di Sukkah – racconta Roberto Amati – Ciò che per me è importante sottolineare è che ad essere centrale non è tanto il contenuto della singola lezione, quanto piuttosto il significato che lo studio della Torah ricopre nella mia vita, a prescindere dal fatto che l’argomento trattato nello specifico sia più o meno vicino all’esistenza quotidiana. Studiare all’inizio può sembrare molto faticoso, ma con la costanza diventa un privilegio. Ed è fondamentale mettere in evidenza anche il fatto che apprendere Torah non significa semplicemente sedersi come uditore di fronte al Maestro che parla, ma entrare in contatto con il testo, ciascuno in modo personale e in base alle proprie conoscenze e capacità. Io ho la fortuna di cavarmela bene con l’ebraico moderno perché ho trascorso un periodo della mia vita in Israele. Certo quello antico è più difficile”
Yom HaTorah – “Noi ci saremo”
Oltre la grigliata, buoni motivi per partecipare a Yom HaTorah: Come ormai avrete capito, domenica della prossima settimana, 20 maggio, le nostre comunità si impegneranno in una giornata di “studio matto e disperatissimo”, chiedendoci di concentrarci tutti su un unico, serissimo, argomento: l’ammonimento. Per questo la nostra allegra famigliola rinuncerà volentieri alla gita al mare. Multitasking e multilevel due adulti e tre bambini, tutti insieme appassionatamente, ci aggireremo tra le molte location previste a Roma per l’occasione. Perché?
– Per leggere e discutere di Torah con il figlio che dopo un anno di impegno in prima elementare legge come un razzo in due alfabeti
– Per studiare giocando con le girls di quattro anni che, comunque, pure loro di Torah a scuola ne hanno studiata parecchia
– Per avere finalmente una occasione per studiare noi due come coppia, insieme
– Per trovare domande e cercare risposte ai tanti ammonimenti che arrivano a casa con gli occhi dei nostri bambini
– Per studiare in libertà senza pensare al voto e senza che mamma e papà mi dicano di far da solo (Gabriele, quasi 7 anni)
– Perché mi piacciono le storie della Torah (Elisa, 4 anni)
– Perché mi diverto a fare domande dispettose (Anna, 4 anni)
– Per occuparmi per una volta del mio ebraismo vivo, oltre gli impegni quotidiani di una famiglia ebraica e del mio lavoro di ricerca sulla storia degli ebrei (Serena)
– Per occuparmi per una volta del mio ebraismo, senza sembrare fuori dal mondo (Andrea)
– Per ammonire (guidare) i nostri figli con una consapevolezza ebraica
– Per capire quando è tempo di ammonire (osservare e fermarsi), non prestando attenzione a echi di mode e suggestioni contemporanee …e naturalmente per il bbq, la musica e le danze!
Serena Di Nepi e Andrea Astrologo