Qui Milano – Religioni e diritti civili

Che cosa possono fare le confessioni religiose, che in molte circostanze e paesi hanno frenato la conquista dei diritti civili, o di alcuni di essi, per promuoverli nella società di oggi? Quale il loro ruolo per garantire un pluralismo in cui siano rispettate le libertà di tutti? Per cercare di rispondere a queste domande sono intervenuti nel corso dell’incontro L’unione laica contro tutte le discriminazioni, organizzato dall’Associzione pari e dispare e moderato dalla giornalista Cristina Tagliabue, Emma Bonino, vicepresidente del Senato, Daniele Nahum, vicepresidente della Comunità ebraica di Milano, Aurelio Mancuso, presidente dell’associazione Equality Italia, David Piccardo, del Coordinamento associazioni islamiche di Milano. Un’occasione per parlare di temi complessi, che troppo spesso vengono dimenticati in un periodo di crisi economica, come ha sottolineato Emma Bonino: “Oggi sembra che nulla importi se non lo spread, ma chi pensa che l’economia non possa trarre beneficio dall’espansione dei diritti civili si sbaglia di grosso. Pensiamo ai vantaggi economici che porterebbe la legalizzazione di tutti quegli immigrati che hanno un lavoro”. E sul tema del rapporto fra libertà di culto e laicità, la senatrice ha aggiunto: “Essere laici vuol dire non imporre nulla a nessuno, ma non farsi imporre nulla dagli altri. Io penso che in Italia sarebbe utile un’authority che si occupi di discriminazioni di ogni categoria e ad ogni livello”.
Un excursus sulle tematiche di maggiore attualità dalla costruzione a Milano di un luogo di culto per la popolazione musulmana, all’ora di religione nelle scuole pubbliche, fino alla concessione della cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, è stato offerto dall’intervento di Daniele Nahum. “A fronte del godimento dei diritti – ha spiegato – è necessario però richiedere un’assunzione di responsabilità. Troppe volte nell’affrontare questi problemi ci si concentra solo sui primi o sulla seconda”.
E caldissima da questo punto di vista è la questione del trattamento della donna nella minoranza islamica, dove spesso è difficile tracciare il confine tra libere scelte di identità e imposizioni altrui. Un aspetto che è stato toccato da Piccardo, che illustrando l’attività del Caim ha aggiunto: “Sono contro ogni imposizione, comprese però quelle dello Stato che si vuole professare laico nel senso di imporre dei limiti all’osservanza religiosa come avviene in alcuni paesi. Il concetto di laicità dello Stato deve proteggere anche le religioni dalla sua ingerenza”.
“Sono convinto che i momenti di incontro come questo siano molto importanti, però è un peccato che manchi un rappresentante della religione cattolica, perché bisogna confrontarsi anche con la sua visione – ha messo invece in evidenza Mancuso – E devo aggiungere che da laico non sono critico solo con le impostazioni su determinati temi che ha la Chiesa cattolica, ma anche le altre religioni. Il bene comune a tutti è la Costituzione. Da lì dobbiamo partire”.
L’incontro è poi proseguito con un panel in cui sono intervenuti Cristina Molinari, presidente Pari o Dispare, Yuri Guaiana, Segretario di Certi Diritti, Michael Blanga Gubbay, Responsabile Bocconi Equal Students.

Rossella Tercatin – twitter @rtercatinmoked