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Contando l’Omer – Un passaggio intermedio

Lunedi 14 Maggio, 37° giorno dell’ omer, 5 settimane e due giorni

Per capire il complesso significato della parola sefirà e come si passi dal suo semplice significato di “conta” dell’Omer all’idea mistica di sefirà, la rivelazione progressiva del divino, c’è da considerare un passaggio intermedio. Secondo il Sefer haBahir (Il libro luminoso) ciò che lega le due cose è un’altra parola che deriva dalla stessa radice, ed è sappìr, che compare sette volte nella Bibbia al singolare e un’altra al plurale. E’ una pietra preziosa, lo zaffiro, il cui nome italiano può derivare direttamente dall’ebraico o da lingue come il greco che usavano nomi simili. Nel pettorale sacerdotale era la pietra al centro della seconda serie (Shemot 28:18); nella visione di Ezechiele (1:26) dà l’immagine del trono divino; era tra le pietre preziose del giardino dell’Eden (ibid. 28:13); rappresenta la natura di persone speciali di Gerusalemme (Ekhà 4:7). Pietra preziosa e tanto dura da spezzare martello e incudine (Ekha Rabba 4:10). Grazie a questo significato di pietra preziosa comprendiamo il collegamento della radice s f r a quella simile sh f r che indica bellezza e splendore. La sefirà dell’Omer non è solo un conto, il nome stesso implica perfezione, bellezza, dimensione e visione “celeste”, in tutti i sensi.

rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma – twitter @raviologist