Yom HaTorah – Nel nome del rav Artom

Uno dei momenti fondamentali dello Yom HaTorah, la giornata di studio della Torah promossa in tutta Italia dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per il prossimo 20 maggio, consisterà nel raccoglimento per la preghiera del Kaddish dedicata al grande maestro italiano rav Elia Samuele Artom z. l. Nato a Torino nel 1887, rav Artom si laureò al Collegio rabbinico di Firenze e lavorò poi come rabbino in varie comunità, tra cui Tripoli (1920-1923) e la stessa Firenze (1926-1935) dove insegnò anche all’università. Grande idealista e sionista convinto, nel 1939 si trasferì nella Palestina del Mandato britannico, ma rimase in contatto con l’Italia, al punto che tra il 1953 e il 1965, anno della sua scomparsa, continuò a trascorrere lunghi periodi nella penisola, insegnando al Collegio rabbinico di Torino e Roma. Uno dei figli di rav Artom, Reuven, fu ucciso durante la Guerra di Indipendenza nel 1948. L’altro, Menachem Emanuele, fu uno dei suoi allievi più illustri, insieme ad alcuni importanti rabbini italiani contemporanei.
Rav Elia Samuele Artom è autore di numerose opere in italiano e in ebraico. I suoi scritti includono non solo studi biblici, ma anche libri di letteratura, grammatica, storia, halakhah, pensiero ebraico. Il suo lavoro principale fu un commentario in ebraico alla Torah (curato dal cognato e grande accademico ed ebraista italiano, Umberto Cassuto, fratello della moglie di rav Artom, Yael) e una traduzione commentata degli Apocrifi (1958-67). Tanti anche gli studi dedicati alla vita e alla società dell’Israele moderna, La vita d’Israele, (Casa Editrice Israel, 1937), La vita dei fanciulli d’Israele (Fondazione per la gioventù ebraica, 1959), Storia d’Israele (Fondazione per la gioventù ebraica Raffaele Cantoni, 1965).
Così scriveva rav Elia Samuele Artom nell’introduzione alla Torah nell’edizione da lui commentata: “In molti casi c’è un parallelismo tra i racconti della Torà, e i suoi statuti, e i racconti e gli statuti dei popoli del vicino oriente antico. Le parole della Torà non nascono in un ambiente vuoto, ma sono poste tenendo conto delle fedi, delle influenze, delle leggi, degli usi e costumi esistenti nell’area dove visse il popolo ebraico all’epoca del “Mattan Torà” (dono della Torà). Pertanto è intenzione della Torà confermare, riparare o annullare quegli statuti e quelle influenze culturali o anche aggiungere su di loro nuovi significati; tutto secondo lo spirito della Torà”.
Rav Artom scomparve improvvisamente a Roma nel 1965, mentre teneva lezione al Collegio rabbinico italiano.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.yomhatorah.it