…responsabilità

Sono fra coloro che sostengono una politica del rigore; non so se sia una tendenza ebraica, ma è una convinzione che mi ha trasmesso mio nonno, che mai spendeva più di ciò che guadagnava. È conseguente che io non pensi che il contribuente tedesco debba pagare le tasse che non paga l’evasore greco o italiano. Penso, inoltre, che i primi responsabili della condizione che vivono siano i cittadini dei Paesi che oggi, per usare un eufemismo, si trovano in difficoltà, rei di aver assecondato i peggiori vizi della propria nazione attraverso uno scellerato patto con la classe politica. Certo, non ce la si può prendere con i tedeschi se si è votato chi, con una sfacciataggine senza limiti, proponeva slogan come, “meno tasse per tutti”. Ma chi può credere, nel 2000, a simili cose? Ed infatti nessuno ci ha mai creduto, però conveniva votare di là. Detto questo, non posso accettare che si parli di bambini malnutriti e di scarso accesso alle medicine nel cuore dell’Europa. Posso capire non dare soldi ai governi se non si hanno in cambio garanzie, ma cosa si aspetta ad inviare camion targati UE con cibo e medicine in Grecia? E’ già una vergogna che si soffra la fame nel mondo, ma che questo avvenga in Europa, con la ricchezza che si è prodotta dal dopoguerra ad oggi, grida davvero vendetta.

Davide Assael, ricercatore