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Contando l’Omer – Dal negativo al positivo

Venerdi 18 Maggio, 41° giorno dell’Omer, 5 settimane e sei giorni

Appuntamento fisso quello di domani, con la lettura del terribile brano della parashà di Bechuqqotai (Waiqrà 26) che presenta la lista delle punizioni (eufemisticamente chiamate “ammonizioni”) che colpiranno Israele in caso di disobbedienza. In parallelo con il brano simile ma più lungo di Ki Tavò (Devarim 28) che va letto prima del Capodanno, quello di domani va letto prima che arrivi Shavuot. La tradizione riferisce che nel brano vi sono 49 punizioni e anche se è difficile ricostruire questo numero nel testo, è evidente che l’intero brano, oltre alla sua durezza di sostanza, ha una struttura formale rigorosa basata su alcuni numeri, di cui il sette è il principale. Le punizioni, è detto più volte, saranno “sette per le vostre colpe” (vv. 18, 24, 26). Alcune “parole chiave” del brano tornano sette volte: “weim / e se…”, “qeri / impurita, casualità”, “cherev / la spada”, “beritì / il mio patto”, i derivati della radice “sh b t / cessare, anno sabatico” e della radice “ ’ kh l /divorare”. L’accostamento con i 49 (7×7) giorni dell’Omer non è affatto casuale. È un rovesciamento, dal negativo al positivo. Come a Capodanno, si dice “che finisca l’anno con le sue maledizioni, si rinnovi l’anno con le sue benedizioni”.

rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma – twitter @raviologist