Solidarietà e impegno sociale per l’Italia che soffre

Sotto il segno della solidarietà e dell’impegno sociale, l’ultima riunione della Giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane prima della consultazione elettorale di domenica prossima ha concluso la sua stagione di lavoro con un forte segnale rivolto alla società italiana e soprattutto a coloro che soffrono per il sisma che ha colpito l’Emilia.
Dopo aver ascoltato la relazione del Presidente dell’Unione Renzo Gattegna, l’organismo di governo dell’UCEI ha affidato al Consigliere Giorgio Mortara (nella foto), che è anche presidente dell’Associazione medici ebrei, il coordinamento delle iniziative straordinarie a favore delle popolazioni colpite dal sisma, a tutela delle popolazioni che soffrono, degli inestimabili beni culturali minacciati, della storia, del lavoro, degli ideali di regioni italiane dove la millenaria presenza ebraica costituisce una componente essenziale del tessuto sociale.
Mentre da Roma a Trieste si moltiplicano le iniziative di solidarietà, l’Italia ebraica si stringe attorno alle quattro antichissime comunità ebraiche emiliane di Ferrara, Parma, Modena e Bologna e alla gloriosa comunità ebraica lombarda di Mantova, tutte in prima fila nei territori colpiti dal sisma.
Rispondendo a un appello alla mobilitazione lanciato dai presidenti delle Comunità di Parma, Giorgio Yehuda Giavarini e Modena, Sandra Eckert, e all’eterno messaggio del profeta Yirmiahu (“Procurate il bene della città che vi ospita…) in esso rievocato, che ha da sempre contrassegnato il lungo cammino degli ebrei in Italia, il dottor Mortara ha immediatamente cominciato a mettere in piedi la rete di rapporti e interventi. A sua disposizione ha gli stanziamenti che la stessa Giunta ha messo a disposizione per gli aiuti, fondi provenienti dalla raccolta dell’Otto per mille e che molti cittadini attenti alle vicende e ai valori di cui l’ebraismo italiano è testimone assegnano con la propria scelta all’Unione. Si tratta di un primo capitale che farà da motore a una sottoscrizione di solidarietà cui tutti gli italiani sono chiamati a partecipare. Ma soprattutto una miriade di iniziative partite dalle singole realtà ebraiche o dalle singole persone che hanno bisogno di essere inquadrate in un’azione generale.
A quanto si era appreso all’indomani delle scosse più distruttive, si vanno aggiungendo di ora in ora nuovi elementi. L’ingegner Alberto Pontecorvo, dirigente della delegazione Gilad Shalit dell’Associazione nazionale dei Vigili del fuoco in congedo ha confermato che l’organizzazione è stata posta in stato d’allerta dalla Protezione civile ed è pronta a partire in qualunque momento per raggiungere le zone disastrate. Le strutture ebraiche di accoglienza di Villa Opicina e Caletta di Castiglioncello hanno aperto le loro porte. La stessa Associazione medici ebrei sta per prendere in esame interventi mirati sul territorio.
Una sessione di lavoro congiunto fra la redazione del Portale dell’ebraismo italiano e la redazione di Articolo 3, l’osservatorio contro le discriminazioni nato a Mantova con la collaborazione della Rassegna stampa dell’Unione, avrà luogo la prossima settimana a Mantova, una delle città più colpite dall’onda del sisma.
“Non si tratta – ha commentato il coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell’Unione Guido Vitale chiamando a raccolta i giornalisti dalle diverse città italiane dove operano – solo di stare vicini ai colleghi in un momento tanto delicato e difficile, ma anche di riaffermare in questa stagione di crisi che alla tutela della sicurezza delle popolazioni e dei beni culturali deve sempre affiancarsi un rinnovato slancio sul fronte del lavoro. Articolo 3 – ha concluso – è un investimento prezioso e ormai irrinunciabile di tutela e di conoscenza per tutti gli ebrei italiani e per tutti gli italiani che credono in una società più equa e progredita”.

L.P.