Qui Napoli – Danzando sulle note di Israele
Proseguono gli appuntamenti che vedono protagonista la danza di Israele al Napoli Teatro Festival. Oggi sono due gli eventi in programma. Alle 19.30 al Teatro San Ferdinando toccherà alla Vertigo Dance Company emozionare sulle note dello spettacolo Null, mentre alle 21.30 al Teatro Politeama sarà la volta della Kibbutz Contemporary Dance Company con la performance Bein Kodesh Le’Hol.
La “tribù” che dialoga con la natura
La Vertigo Dance Company, uno dei gioielli del panorama artistico israeliano, si differenzia nettamente dalle altre compagnie per il suo stile più morbido: non ha la ferocia espressiva né il surrealismo che caratterizzano la Batsheva o la Inbal Pinto &Avshalom Pollak Dance Company. Noa Wertheim, la principale coreografa della Vertigo, crea spettacoli sinuosi, organici, radicati alla terra, che rispecchiano una modalità di vita: è architetto, costruisce edifici di movimento, forme e linee perfettamente coerenti con le sue scelte quotidiane.Tra cui l’attenzione al rapporto con il terreno, con il sudore e con la terra, con il ‘sudore spirituale’ della natura. Considera se stessa un’artista sociale e usa la danza come espressione creativa, augurandosi di riuscire a provocare un cambiamento culturale profondo. L’Eco-Arts Village, dove vive insieme a quella che viene chiamata “la tribù”, è veramente un luogo in cui la danza e l’ecologia si ritrovano, ed è l’estensione naturale della Vertigo Dance Company. Nato come tentativo di tenere in equilibrio lavoro e famiglia, è fondato sui principi dell’agricoltura sostenibile e con l’idea di creare una comunità in cui l’arte possa crescere in maniera ecologicamente responsabile. Noa Wertheim, che ha fondato la Vertigo Dance Company nel 1992 insieme a Adi Sha’al, suo marito, a Napoli porterà due spettacoli: Birth of the Phoenix e Null. Birth of the Phoenix è un progetto del 2004 sul dialogo tra uomo e natura, in cui gli spettatori vengono accolti sotto una cupola di bambù, che vuole richiamare la geometria dell’universo. È uno spettacolo che si trasforma a seconda del luogo in cui viene messo in scena e a Napoli il pubblico e i danzatori, disposti come in un teatro greco, saranno immersi nel Parco Archeologico di Pausilypon. L’altra coreografia, sempre di Noa Wertheim, è Null, del luglio 2011, che a Napoli avrà la sua prima europea. È uno spettacolo tutto giocato sugli opposti: bianco e nero, luce e ombra, bene e male… I danzatori sono circondati da pareti semitrasparenti e creano con il loro movimento delle sequenze di grande intensità, anche grazie alla musica di Ran Bagno, storico direttore musicale della compagnia. Null lascia la sensazione che si stia assistendo a una sorta di misterioso rituale in un contesto contemporaneo.
Nelle calde sabbie di una clessidra
Il nome della compagnia ha un significato profondo, scelto dalla fondatrice Yehudit Arnon a sottolineare il legame fortissimo non solo con le organizzazioni ma con gli ideali e con lo spirito del kibbutz. Nata in Cecoslovacchia e sopravvissuta ai campi di concentramento, appena raggiunta Budapest Yehudit Arnon è entrata nell’Hashomer Hatzair, movimento in cui trova appoggio e forza per portare avanti i propri ideali. Arrivata pochi anni dopo in Israele si spende con forza per portare la danza nei kibbutzim e fonda un centro di formazione e ricerca per la danza nel Kibbutz Ga’aton, dove ancora vive con la sua famiglia. Evoluzione naturale è stata la nascita compagnia, quella Kibbutz Contemporary Dance Company di cui è stata direttrice artistica dalla nascita nel 1970 fino al 1996 e di cui ha creato il repertorio. Oggi la compagnia viene identificata con il lavoro dell’attuale direttore artistico, Rami Be’er che, come molti dei migliori ballerini israeliani e non solo, si è formato alla scuola di Yehudit Arnon. Le coreografie di Rami Be’er, che è stato violoncellista prima di dedicarsi alla danza, hanno un gran successo internazionale e hanno ricevuto numerosi premi. Sono inoltre numerose le coreografie dedicate ai bambini, dal famoso Pierino e il lupo al Carnevale degli animali a una Guida all’orchestra con la cui ironia la Kibbutz Dance Company ha consolidato un pubblico di bambini che normalmente si avvicinano alla danza contemporanea con qualche difficoltà. Nel programma del focus speciale dedicato a Israele nell’ambito del Napoli Teatro Festival la compagnia porta due spettacoli: Bein Kodesh Le’Hol (Sacro e profano) è una prima europea, in cui i passi dei danzatori sono scanditi da una morbida cascata di sabbia, che con il suo flusso sinuoso condiziona i corpi dei danzatori in una sorta di clessidra senza tempo. Si trova un richiamo al rapporto con la terra tutto giocato sulle tonalità dell’ocra e sull’armonia dei movimenti. Molto diverso l’altro spettacolo in programma a Napoli: “If at all” potrebbe essere tradotto in italiano con “semmai” ed è un’altra prima europea in cui la compagnia sembra riflettere sullle possibilità che le cose accadano. È un lavoro nuovo con una coreografia composta da cerchi figurativi che si sviluppano durante la performance mutando da figure chiuse fino a divenire strutture aperte. L’effetto è tale che lo spazio scenico stesso sembra mutare, plasmato dalle mutevoli relazioni tra i corpi in movimento dei danzatori, in un rito arcaico e allo stesso tempo contemporaneo che quasi culla lo spettatore con la sua imprevedibile catena di eventi.