…antisemitismo

L’antisemitismo cresce. Ma, per vedere positivo, si potrebbe anche dire che l’interesse per gli ebrei non accenna a diminuire. E infatti escono studi – come quello di Marina Caffiero – che arricchiscono la nostra conoscenza dell’antisemitismo cristiano. Ma escono anche studi che cercano di indagare invece la ‘cattiveria degli ebrei’, per i quali si applica la regola secondo la quale – essendo essi molto uniti e sempre in accordo fra di loro, come si sa (!) – quando uno è cattivo tutti sono cattivi. E questa regola vale naturalmente solo per gli ebrei. Escono dunque studi sul rapporto fra sionismo e fascismo, ad esempio, magari ulteriormente sfruttati da nobili recensori per dimostrare un patto scellerato fra sionismo e nazismo che, trasformando gli ebrei in vittime, costituisse l’alibi per la creazione di uno stato ebraico. Ora, indagare e leggere la storia fa bene alla salute, ma deformarne così la lettura è demoniaco. E fa male all’animo, specie quando si veda che il tentativo è quello di confermare che gli ebrei non meritano compassione, che sono sempre stati corrotti e cospiratori, e che si sono sempre presentati come vittime per controbilanciare quella vittima che essi stessi hanno prodotto uccidendo il Cristo-dio. Questa corrente di studi e di pensiero è il passatempo preferito che unisce in una gloriosa impresa storiografica a sfondo antisemita ambienti a tendenza negazionista: il cattolicesimo integralista, il fascismo inveterato, ma anche (con visione paganizzata) il comunismo vecchio stampo. Chiamano la loro ‘libertà di ricerca storica’. E non si sa se ne rimanga offesa in tal modo la storia, la ricerca o la libertà. Forse tutte e tre. Ciò che più preoccupa è che, per pura superficialità, a certa s/cultura di questo tipo che gira anche online venga da qualcuno di noi riconosciuta affidabilità. E non facciamo nomi per non pubblicizzare il nulla.

Dario Calimani, anglista