Qui Roma – Alle donne tunisine il Premio Langer
Un riconoscimento all’impegno, alla tenacia e alla passione dimostrata nel portare avanti battaglie coraggiose e difficili. Per le donne e non solo. Si è svolta ieri pomeriggio alla Camera dei Deputati la cerimonia di consegna del premio internazionale intitolato alla memoria dell’europarlamentare trentino di origine ebraica Alexander Langer. Istituito nel 1996, il premio si propone di presentare il lavoro di persone e associazioni non conosciute al grande pubblico ma distintesi per le loro scelte, per l’indipendenza di pensiero e il profondo impegno civile e sociale. A vincere questa edizione, sulla base di un’originaria segnalazione fatta da Bettina Foa, membro del comitato scientifico della Fondazione Langer e funzionario della Comunità Europea, è stata l’Associazione delle donne democratiche tunisine (ATFD), autentico baluardo per la difesa delle donne contro i rischi di regressione culturale legati all’ascesa dell’Islam politico e ancor prima soggetto capace di convogliare le ambizioni, le istanze e le rivendicazioni della metà in rosa di pari passo con la concessione di crescenti diritti e opportunità da parte delle autorità politiche. “Il premio – si legge nella motivazione diffusa dalla giuria – vuole riconoscere la lotta lunga e coraggiosa per i diritti delle donne e per i diritti umani di uno fra i soggetti più significativi che agiscono nel contesto tunisino. Vuole anche sottolineare la centralità della lotta per i diritti delle donne come condizione essenziale per il successo della transizione democratica in una realtà segnata da profondi rivolgimenti. Una realtà che giustamente Alexander Langer, pensando anche al possibile ruolo positivo di un paese come l’Italia, comprendeva nel più ampio spazio euromediterraneo, per il suo essere da molti secoli luogo di incontro e di integrazione fra culture e popoli”. Nata nel 1989 dagli sviluppi di un movimento attivo da alcuni anni, l’ATFD – che oggi conta circa 200 iscritte – ha affrontato lungo tutto l’arco della sua esistenza molte sfide di grande importanza per il progresso sociale e giuridico della Tunisia fronteggiando con un’azione positiva di rinnovamento la strumentalizzazione che lo Stato faceva della questione femminile e il vuoto di strategia dei partiti dell’opposizione sulle questioni della parità delle donne. La giuria riconosce in particolare all’ATFD il merito di essere stata la prima realtà femminista indipendente “a lavorare sui temi dell’uguaglianza e della cittadinanza, in stretta relazione con quelli della democrazia e della separazione tra religione e politica”. Come infatti successivamente affermato, “nell’approccio dell’ATFD vi è un legame indissolubile tra lotta femminista e lotta per la democrazia”.