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Israele – Colazione sotto i razzi

Il problema con le notizie è che se tu le cerchi loro vengono a cercare te. “Se vuoi far ridere Dio raccontagli i tuoi piani” – e i miei erano di stare tranquilla l’ultimo weekend in Israele. Siamo stati in Eretz un mese ed è stato pieno di famiglia, amici, mare, piscina e soprattutto bel tempo e spina completamente staccata. I bimbi sono ospiti dalla cuginetta nel kibbutz, io ordino qualche film alla tv e comincia il mio weekend preferito al sole: pancia schiena, schiena pancia. Mi sveglierò alle 10, colazione e piscina. Meglio di così? Il telefono squilla, è mia sorella, dice che i razzi continuano a cadere uno dietro l’altro. Non fa in tempo a uscire dalla camera blindata che deve già rientrare. Dice che tenere quattro bambini in una stanza di sei metri quadrati non è comodo e che l’alito di quattro creature di prima mattina, oltre alla responsabilità di doverli tenere a bada in una situazione così difficile, è troppo anche per lei.
Metto giù il telefono e penso come fare a ridurre il rischio e il livello di stress di tutti quanti. Ma sì, allontaniamoci dalla zona. Tutti a Tel Aviv! Al Museo d’Arte fanno due spettacoli teatrali per bambini. Andiamo lì. Mi preparo e usciamo subito. Guardo l’ora… sono le sette. Nel kibbutz non posso davvero lasciarli visto che arriva un razzo Qassam ogni 6 minuti. Nel villaggio neppure visto che i razzi arrivano “soltanto” ogni mezzora ma non tutte le case sono dotate di camera blindata. I dilemmi di prima mattina in vacanza… casa dolce casa!

Avivit Hagby