Libertà religiosa: allarme per la situazione tedesca

Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha inviato il seguente messaggio ai vertici dell’ebraismo tedesco:
“Caro Presidente Graumann, cari amici del Zentralrat der Juden in Deutschland, desidero esprimere a nome di tutto il Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane i nostri sentimenti di solidarietà e preoccupazione per il recente, grave pronunciamento della magistratura di Colonia che, giudicando il caso di un bambino musulmano tedesco cui è stata praticata una circoncisione, sembra colpire la libertà religiosa e la millenaria pratica posta alla base della nostra identità.
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane approva il vostro preciso e circostanziato intervento a difesa della libertà religiosa e la decisione di investire direttamente il Parlamento tedesco della questione al fine di impedire che possano essere violati principi praticati in tutte le democrazie progredite e che stanno alla base della convivenza fra i popoli”.

Il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni e il rabbino capo di Padova e membro della consulta rabbinica italiana rav Adolfo Locci sono stati ricevuti nel pomeriggio di venerdì 29 giugno all’ambasciata tedesca della Capitale. L’incontro è stato richiesto con urgenza dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e poiché l’ambasciatore era fuori città a riceverli è stato il suo vice F. Dauble. A nome dell’UCEI i due rabbanim hanno espresso la loro preoccupazione in merito al pronunciamento contro la pratica della circoncisione espresso da un tribunale di Cologna. Il diplomatico ha tradotto loro una dichiarazione ufficiale del ministro degli Esteri tedesco apparsa oggi sulla stampa tedesca e un’altra dichiarazione del ministro della Giustizia. “Dauble – ha affermato rav Di Segni – ci ha spiegato che questo problema può essere risolto soltanto con una legge e che l’auspicio del governo è quello di lavorare in questa direzione”.