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Kòrach…

Nella parashà della scorsa settimana Kòrach dice che tutto il popolo ebraico è santo e tutti gli ebrei sono santi. La parashà di questa settimana comincia con una serie di regole riguardanti l’impurità. Sembra quasi una risposta a Kòrach. Ciò che dice Kòrach è indubbiamente affascinante ma ha due difetti: non corrisponde alla realtà (non siamo tutti santi) ma soprattutto è la descrizione di una situazione statica che non prevede un miglioramento. Nella parashà di Kedoshìm la Torà dice “kedoshìm tihyù” – siate santi. Sembra molto simile a ciò che dice Kòrach ma è profondamente diverso. “Siate santi” è l’indicazione di un obbiettivo, di un percorso, di un continuo miglioramento. Per intraprendere questo percorso è più utile ritenere di essere persone impure che possono e devono purificarsi.

Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano