Qui Roma – A Flick la menorah d’oro

Giovanni Maria Flick mette in tasca il discorso che ha preparato e decide di parlare a braccio perché, spiega, “quando si parla con il cuore non c’è bisogno di discorsi scritti”. È lui l’uomo a cui il Bené Berith di Roma ha conferito quest’anno la Menorah d’Oro, riconoscimento che dal 2004 viene assegnato a quelle personalità del mondo politico, culturale e imprenditoriale che si sono distinte per la loro azione di contrasto al razzismo e all’antisemitismo e toccato nelle scorse edizioni, fra gli altri, a Marcello Pera, Gianfranco Fini e Nicola Zingaretti. Tra le motivazioni lette dal presidente del Benè Berith Sandro Di Castro durante la premiazione, “l’impegno sempre profuso nella conservazione della Memoria e nella lotta contro l’antisemitismo”. La cena di gala si è svolta nella splendida cornice del Museo Macro di Testaccio, subito dopo il saluto dell’ambasciatore di Israele Naor Gilon e del rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma. Visibilmente commosso Flick ha dichiarato di sentirsi onorato di ricevere il prestigioso riconoscimento e ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera, sottolineando l’impegno sempre profuso durante la sua vita, a favore della giustizia: durante la vicenda Priebke quando era guardasigilli dello Stato ma anche come rappresentante italiano nella Commissione per i diritti umani e come presidente della Corte Costituzionale, per poi giungere all’ultimo incarico di cui si sente molto fiero che è quello della Presidenza onoraria della Fondazione Museo della Shoah. Ma ha anche insistito sul valore della dignità umana e sulla sua conservazione e sulla necessità di vigilare perché una nuova Shoah non possa più verificarsi.

Lucilla Efrati – twitter @lefratimoked