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…Siria

Johnathan Littell, noto per il romanzo “Le benevole” ha appena pubblicato un reportage da Homs, (“Taccuino siriano”, Einaudi) dove è stato tra gennaio e gli inizi di febbraio di quest’anno quando ancora quella città siriana a molti di noi era sconosciuta.
La frase che trovo più vera e anche più cruda è quella di chiusura del libro “Fadi, Alaa, Abu Yazan, Ahmad – scrive Littell – e gli altri combattenti dell’Esl che compaiono in questo taccuino devono essere morti o peggio, o forse no, ma con ogni probabilità non lo saprò mai. Di molti tra quanti ho citato qui il nome proprio, un’iniziale o uno pseudonimo che si erano scelti per lanciarsi in questa avventura, certo non rimarrà nulla al di là di questi appunti, e del loro ricordo nella mente di chi li ha conosciuti e amati…” (p. 193).
Difficile dire se noi ci ricorderemo.
Al di là delle molte frasi di rito dette in questi mesi non so quanti leggeranno gli appunti di Littell. In ogni caso noi qui non li abbiamo mai amati, né abbiamo avuto il desiderio o, anche più laicamente, la curiosità di conoscerli.

David Bidussa, storico sociale delle idee