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L’Italia ebraica ricorda le vittime del terrore

Numerose le cerimonie di commemorazione per le vittime dell’attentato in Bulgaria che si sono svolte nelle scorse ore nelle sinagoghe e nelle Comunità ebraiche di tutta Italia. Da Roma a Milano, da Firenze a Padova. Al fianco degli ebrei italiani in queste ore di grande dolore, sofferenza e vicinanza allo Stato di Israele e alla sua gente i massimi rappresentanti delle istituzioni e tanti cittadini comuni.

Qui Torino – Un Limud contro l’odio

Ieri sera la Comunità di Torino ha commemorato le vittime dell’attentato in Bulgaria, e ha pregato per la guarigione dei feriti, con un limud che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del sindaco Piero Fassino e del presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana, Rav Elia Richetti. Rav Eliahu Birnbaum, rabbino capo di Torino, si è rammaricato di dover dare il benvenuto agli ospiti in un momento così triste; ancora una volta si è avverato il detto dei maestri secondo cui da quando inizia il mese di Av diminuisce la gioia; ieri si è aggiunto un nuovo capitolo nella storia delle sofferenze del popolo d’Israele; l’attentato – ha osservato Rav Birnbaum – è stato una tragedia non solo per il popolo ebraico, ma anche per la Bulgaria, paese in cui, grazie alla solidarietà della popolazione, nemmeno un ebreo è stato ucciso nella Shoah e terra di pace, dove diverse religioni convivono in armonia. Tuttavia – ha concluso il rav – dobbiamo continuare la nostra vita ebraica in Europa senza paura e dobbiamo saper trovare l’orgoglio di essere ebrei anche nei momenti difficili. Concetto ribadito anche da Rav Richetti: la risposta al terrorismo sta nel rafforzare la nostra consapevolezza ebraica. Noi ci siamo e ci saremo. Rav Richetti ha poi concluso augurando che Av diventi il mese della consolazione. Emanuel Segre Amar, vicepresidente della comunità, ha osservato che tra le vittime si può includere anche il kamikaze, ucciso da un’ideologia che ama la morte e non la vita. Il sindaco Fassino ha poi espresso alla comunità il cordoglio e la vicinanza di tutta la città per un crimine che non può avere nessuna giustificazione. Occorre rifiutare con fermezza ogni forma di antisemitismo, antisionismo, razzismo, intolleranza, violenza, parole diverse, ma che hanno tutte in comune il non riconoscimento dell’altro; occorre invece – ha concluso il sindaco – il rispetto dell’identità di ciascuno, perché ciascuno la possa vivere nella gioia.