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Un ricordo per i distratti

Diciamolo chiaramente: il minuto di silenzio non sarebbe servito né ai parenti delle vittime né ad Israele. Non avrebbe certo alleviato il dolore dei famigliari degli atleti uccisi a Monaco nel 1972, né sarebbe servito a qualcos’altro. Eppure di quel minuto di silenzio ce n’era bisogno; non certo per noi però, ma per tutti coloro che avrebbero assistito alla cerimonia delle Olimpiadi. Perché da Itamar a Tolosa fino ad arrivare a Burgas, nel mondo, ancora oggi, ci sono persone che vengono uccise per la sola “colpa” di essere ebrei. Per questo dedicare un minuto alle vittime di Monaco sarebbe stato utile per permettere anche ai più distratti di rendersene conto. Un solo minuto, nulla di più, meno del tempo impiegato a leggere questo articolo.

Daniel Funaro, studente twitter @danielfunaro