Horcynus 2012 – Memorie del futuro in mostra

In corso in questi giorni nelle terre intorno allo Stretto di Messina, l’Horcynus Festival dedicato alle arti performative del Mediterraneo. L’edizione 2012 ha come paese ospite Israele e come tema Memorie e futuro: tra fili di continuità e rivoluzione.

La Torre degli inglesi è una poderosa struttura costruita in epoche diverse (dalla Magna Grecia al XIX secolo), uno strato sopra l’altro, proprio su quell’estremo lembo di Sicilia slanciata nel mare, dove Omero aveva immaginato la dimora di Cariddi, il mostro che contendeva a Scilla (in agguato su un dirupo dall’altra parte dello Stretto di Messina) la vita degli intrepidi naviganti che osavano affrontare quelle acque. Oggi la Torre degli inglesi è sede dell’Horcynus Festival, l’evento promosso ogni estate dalla Fondazione Horcynus Orca (il nome è tratto dal titolo del noto romanzo di Stefano d’Arrigo, ambientato proprio su quella costa), che accoglie ogni volta un diverso “paese ospite” fra quelli affacciati sul bacino del Mediterraneo: non uno ma tanti mari che, da una decina d’anni a questa parte, la Fondazione Horcynus Orca prova a raccontare attraverso mostre d’arte, festival, seminari su società, ambienti economie, ed eventi culturali che ogni volta prendono in considerazione un diverso angolo visuale di questa complicata, affascinante e talvolta drammatica realtà. Quest’anno l’ospite d’onore è Israele, per la prima volta all’Horcynus e nell’intera Sicilia protagonista dell’evento intitolato Le memorie del Futuro che, nel corso di una settimana, dal 30 luglio al 5 agosto, prevede incontri, conferenze e letture, proiezioni di film, di video arte, concerti e seminari per studenti italiani e israeliani, e una grande mostra personale dedicata a Tsibi Geva, uno dei maestri più noti e importanti dell’arte israeliana oggi nel mondo. In attesa dell’ampia antologia che gli verrà dedicata l’anno prossimo dal Museo d’Arte contemporanea di Goslar (Germania) e di Washington, Dc (USA), Tsibi Geva ha concepito per la Fondazione Horcynus un progetto speciale, site specific: L’uccello dentro sta posato fuori. Si tratta di un’installazione, composta da una cinquantina di dipinti su tela e su vetro, che si affollano in ordine sparso sulle pareti delle sale del Cinquecento, la parte più antica e misteriosa della Torre. Entrandovi, il visitatore avrà l’impressione di essere penetrato in un bosco pieno di uccelli, tutti diversi ma tutti ugualmente emblematici. Opere non certo realiste, piuttosto espressioniste (lo stile di Tsibi Geva potrebbe essere accostato a quello dei neo-espressionisti tedeschi emersi in Europa negli anni Ottanta), che in macchie, punte acuminate e strati densi di colore rugginoso, oscuro e opaco, tentano un inventario puramente immaginario e poetico, talora drammatico, delle creature alate di quella terra (Ha-areetz) che per Tsibi Geva è il luogo dell’io, delle memorie e delle inquietudini, dell’identità personale e collettiva del popolo ebraico; ma che è anche il posto di una natura ritrovata e sempre da riscoprire, che vive nella relazione con lo sguardo e con il desiderio dell’artista di riconoscersi in essa e di avere un luogo vivente e vitale. La mostra di Geva resterà aperta fino al mese di ottobre mentre gli altri appuntamenti culturali sono tutti concentrati nella settimana del festival: fra gli altri si segnala la presenza, per la prima volta in Italia, di Ruth Calderon, fondatrice e direttrice dell’Alma College di Tel Aviv dedicato alla lettura e all’interpretazione dei testi sacri della tradizione ebraica rivolta però a un pubblico laico, interessato e ritrovare storie, parole e significati all’origine della propria cultura e della propria identità. A Messina, Ruth Calderon proporrà tre letture intitolate “Leggendo il Talmud a piedi scalzi. Letture contemporanee di testi classici ebraici”, una delle quali è dedicata al modernissimo personaggio di Libertina.

Martina Corgnati, Accademia Albertina, Torino, Pagine Ebraiche, agosto 2012

Un Festival per incontrarsi sulle sponde del Mediterraneo

L’Horcynus Festival (Messina, 29 luglio- 5 agosto 2012) arriva al traguardo della decima edizione. Per la prima volta dal 2002 (anno della prima edizione) il Festival delle arti performative del Mediterraneo avrà una sezione dedicata alla formazione e all’incontro di giovani studenti provenienti da varie Accademie e Università italiane e straniere. L’innovatività di questa formula risiede nel nuovo orientamento dell’Horcynus Festival che dopo tanti anni di ricerca sulle estetiche del Mediterraneo vuole cominciare a costruire una ricaduta educativa sui territori attraverso lo strumento del Patto educativo che la Fondazione Horcynus Orca (insieme a Ecos.Med e la Fondazione di Comunità di Messina) sta promuovendo nell’Area dello Stretto. L’idea che sta alla base della proposta di Patto educativo è quella di promuovere la condivisione e la circolazione delle esperienze in campo educativo, pedagogico, socioculturale e ambientale per costruire “spazi educativi diffusi”. La Fondazione Horcynus Orca da oltre cinque anni promuove percorsi internazionali di ricerca sulle estetiche del Mediterraneo (arti visive, cinema, letteratura, ecc.), che più di ogni altra forma del sapere umano hanno la capacità di anticipare bisogni, desideri e visioni dei popoli e sulle economie sociali e solidali, da sviluppare nell’ambito dei contemporanei paradigmi dello sviluppo umano. L’obiettivo è stato ed è quello di creare spazi permanenti di incontro dove ripensare relazioni ed economie in questo Mediterraneo così drammaticamente diseguale. Si vuole così dare vita a un pensiero che si alimenti e promuova eguaglianza, coesione sociale ed espansione delle libertà delle persone. Ogni anno tali percorsi di ricerca si incontrano e si intrecciano all’interno dell’Horcynus Festival. L’edizione 2012 ha come paese ospite Israele e come tema Le memorie del Futuro. L’Horcynus Festival non è solo, quindi, uno spazio di alto profilo dedicato alle arti cinematografiche del Mediterraneo e al dialogo tra queste e le arti visive, letterarie e performative. Come ogni anno, infatti, si cerca di tenere insieme la dimensione di ricerca e di cooperazione internazionale con le esperienze più avanzate promosse dal Distretto sociale evoluto di Messina, cui appartiene la Fondazione Horcynus Orca. Per quanto riguarda le arti cinematografiche e performative, come ogni anno il festival è organizzato in sezioni: • Arcipelaghi della visione (a cura di Franco Jannuzzi) che guarda, attraverso rassegne tematiche, alle cinematografie italiane ed europee. • Punteggiature di arte Contemporanea (a cura di Martina Corgnati), che da anni studia e documenta l’arte contemporanea di matrice mediterranea • MigrAzioni tra terre e mare (a cura di Massimo Barilla), che esplora, attraverso il teatro contemporaneo, i temi dell’impegno civile e la nuova drammaturgia. • Musica nomade (a cura di Giacomo Farina), che riscopre le identità musicali del Mediterraneo attraverso un viaggio trasversale tra le sonorità dei popoli.