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…olimpiadi

È tempo di Olimpiadi e tante sono le considerazioni che si sentono in giro sul messaggio decubertiano e sull’universalità dello sport. A me, quando vedo il grande Usain Bolt che ogni volta che scende in pista ritocca, o quasi, un record del mondo, vengono in mente le considerazioni che sentivo fare a Sergio Della Pergola sulla capacità demografica di Israele, il cui limite, man mano che passano i decenni, viene spostato sempre più in là. Ma allora, è proprio vero che i limiti sono del tutto arbitrari ed esistono per essere abbattuti. Così come Bolt alza l’asticella sempre più in su, forse, un giorno Israele potrà contenere tutti gli ebrei del mondo. Oppure il corpo umano ha dei limiti, per quanto ampi possano essere, e l’identità ebraica dovrà sempre vivere la dialettica fra Israele e la diaspora. Dalla Jamaica a Israele il viaggio è lungo, ma si compie in un attimo se si va veloci come un lampo, un “bolt”, appunto.

Davide Assael, ricercatore