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…intellettuali

Il prossimo 21 ottobre Agnes Heller, filosofo ungherese, esponente di quella corrente di dissenso comunista che a partire dal 1956 viene progressivamente emarginata e poi messa a tacere, riceverà a Genova il premio internazionale Primo Levi. Agnes Heller dal 1956 non ha mai smesso di criticare quelli della sua parte e dal 1989 ha continuato anche con i nuovi potenti ungheresi, fino a quelli di ora. E’ una buona notizia che il Centro culturale Primo Levi di Genova si sia ricordato di questa intellettuale europea, ebrea, sopravvissuta ad Auschwitz, e ne riconosca il valore e il ruolo pubblico. E’ così raro che qualcuno si accorga che gli intellettuali sono tali non solo perché sono intelligenti, o pubblicano libri di successo, o godono di un alto audience televisivo, ma anche perché si danno il compito di stringere il potere alle corde. E quel compito lo eseguono nella stessa misura, con gli avversari come con i loro stessi compagni di partito, o con chi dice di essere dalla loro stessa parte, senza mollare mai. E’ troppo facile essere esigenti e intransigenti solo con quelli dell’altra parte.

David Bidussa, storico sociale delle idee