…Karadzic

Le parole pronunciate ieri, nel corso di una seduta del processo che lo vede imputato al tribunale dell’Aja, dallo psichiatra, criminale di guerra Radovan Karadzic fanno pensare al libro del grande filosofo novecentesco George Canguilhem, “Il normale e il patologico”, dove viene messa in discussione l’oggettività di ogni definizione clinica, sempre influenzata da pregiudizi culturali, nonché personali. Come può uno psichiatra giustificarsi tanta, atroce violenza senza attribuirla a disfunzioni psichiche? Un problema che era emerso già nel caso di Eichmann, ritenuto, dagli psichiatri che lo intervistavano, perfettamente rispondente ai parametri di un “uomo normale”. Sappiamo tutti che la tradizione ebraica si confronta e si è confrontata con tutte le forme di sapere, dalla scienza, alla filosofia, fino alla psicanalisi, ma la decisione finale è sempre etica. Perché, per parafrasare un celebre filosofo italiano, se è difficile definire il bene, è molto facile percepire il male, caro Karadzic!

Davide Assael, ricercatore