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Voci a confronto

Ancora spazio sui giornali alla vicenda dei raid fascisti nei licei romani. A raccontare la reazione degli studenti del Giulio Cesare è Repubblica Roma, che riferisce anche del contro-flashmob organizzato dai ragazzi “La scuola è il futuro e il futuro non si tocca”, così come l’Unità che porta la notizia in prima pagina, unendola a quella delle proteste contro i tagli alla scuola.
Nella giornata di ieri oltre 75 razzi sono stati sparati da Gaza contro il sud di Israele, all’indomani della visita dell’emiro del Qatar. Difficile trovare traccia dell’escalation (cui Israele ha risposto con operazioni aeree) sulla stampa italiana, se si esclude un breve articolo di Lorenzo Bianchi sul Giorno/Resto del Carlino/Nazione, in cui dopo aver dato conto della distruzione di una fabbrica di armi in Sudan, si riporta la situazione a Gaza. Più spazio riceve proprio quest’ultima vicenda, la responsabilità della quale secondo le autorità sudanesi sarebbe israeliana: la notizia viene menzionata su vari quotidiani, tra cui La Stampa.
Nel frattempo, a Berlino è stato inaugurato il Memoriale per ricordare lo sterminio di rom e sinti perpetrato dai nazisti; a realizzarlo è stato l’artista israeliano Dani Karavan (il Corriere della Sera dedica al monumento la fotonotizia in prima pagina, ma sceglie per la storia titoli di dubbio gusto: “Lo specchio dell’Olocausto dimenticato” in prima, “Berlino ricorda l’altro Olocausto” nelle pagine interne).
Sempre da Berlino arriva la notizia della scomparsa a 95 anni, di Wilhelm Brasse, il “fotografo di Auschwitz”, prezioso testimone che come prigioniero polacco incaricato dai nazisti di ritrarre ogni internato nel campo, alla fine della guerra salvò decine di migliaia di scatti dai tentativi di distruggere le prove dei loro crimini (la storia su Repubblica).
Suscita sconcerto la notizia che la ragazza di colore in Louisiana che aveva denunciato di essere stata data alle fiamme da tre uomini del Ku Klux Klan ha invece compiuto il terribile gesto da sola. E tuttavia l’attenzione torna sul movimento razzista che negli Stati Uniti del Sud raccoglie ancoraconsensi. Fiamma Nirenstein sul Giornale offre una riflessione e un ricordo del suo incontro con il capo dell’organizzazione negli Anni Ottanta, David Duke.