Padova – Ricordando Levi Civita
Patriota, garibaldino, ebreo italiano, appassionato amministratore della cosa pubblica: Padova ricorda Giacomo Levi Civita, membro del consiglio comunale della città per 45 anni, dal 1877 alla morte nel 1922, sindaco dal 1904 al 1910, senatore dal 1908. Lo ha fatto con un convegno nel Municipio cittadino, attualmente in corso di svolgimento, organizzato dall’Istituto veneto per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea, dalla Comunità ebraica di Padova, dal Comune e dal Giardino dei Giusti del Mondo.
A portare i saluti dell’amministrazione comunale l’assessore Claudio Pironna, mentre per l’Istituto veneto è intervenuta la professoressa Alba Lazzaretto e per il Giardino dei Giusti l’avvocato Gianni Parenzo. Moderatore lo storico Gadi Luzzatto Voghera.
Ad approfondire la figura di Levi Civita e il suo impegno come amministratore cittadino, la storica Mariarosa Davi, che ha ricordato la sua capacità di dare vita a un governo con la partecipazione dei socialisti (impresa all’epoca impensabile a livello nazionale) e lo straordinario impulso che diede a Padova, il suo impegno per l’istruzione femminile, il suo intervento per salvare la Cappella degli Scrovegni dalla rovina che rischiava nelle mani dei proprietari privati.
Al centro del convegno il contributo dato dalla Comunità ebraica a Padova e nel panorama culturale europeo, anche attraverso la fondazione dell’Istituto rabbinico. “Un esperimento fondamentale per l’ebraismo italiano e mondiale, che si proponeva di formare rabbini con nuovi principi di istruzione civile, guide spirituali di ebrei finalmente accolti dalle nazioni come cittadini e legati alle proprie tradizioni solo nella dimensione religiosa” ha spiegato Luzzatto Voghera.
Delle figure più rilevanti che studiarono al Collegio rabbinico, che operò dal 1829 al 1876c si è occupata anche Maddalena Del Bianco dell’Università di Udine. Giorgio Roverato dell’Università di Padova ha poi messo in luce il ruolo di alcune famiglie ebraiche nel tessuto economico della città. Ai beni culturali ebraici e all’arte sono state dedicate le relazioni di Pier Cesare Ioly Zorattini e di Elena Casotto, rispettivamente dal titolo “Edgardo Morpurgo: dai beni culturali ebraici del Veneto alla storia degli Ebrei di Padova” e “Una nuova cultura dell’immagine: ebrei e pittura fra Otto e Novecento”.
Nel pomeriggio è previsto tra gli altri l’intervento del presidente della Comunità ebraica Romanin Jacur a proposito dell’esperienza di questa comunità nel dopoguerra.