Milano – Sfide impegnative in Kehillah
Ordine del giorno particolarmente impegnativo per l’ultima riunione di Consiglio della Comunità ebraica di Milano: principale filo conduttore quello di trovare il migliore equilibrio tra una vita comunitaria ricca e inclusiva e la sostenibilità economica delle sue istituzioni e iniziative.
Scuola ancora una volta protagonista. Gli Open Days per presentare a genitori e alunni l’istituto in tutti i suoi ordini, dal nido alla secondaria di secondo grado, si avvicinano (gli appuntamenti sono compresi fra il 29 novembre e il 12 dicembre). Le iscrizioni si apriranno a febbraio e, in un momento di crisi economica, si è posta in modo forte l’esigenza di presentare alle famiglie il costo della retta. Una questione che deve fare però i conti con le difficoltà economiche della Comunità (in questi giorni l’assessore Raffaele Besso sta lavorando alla stesura del bilancio preventivo 2013).
Il Consiglio ha approvato all’unanimità la proposta formulata da Davide Hazan (consigliere membro della Commissione scuola) di mantenere immutate le rette dell’anno in corso e il sistema per richiedere lo sconto, basato sull’indice I.S.E.E., per quanto riguarda elementari, medie e liceo. Più dibattuto il tema di quelle del nido e della scuola dell’infanzia, che la precedente amministrazione aveva deciso di offrire gratuitamente (ad eccezione dei costi di mensa e protezione civile), nell’ottica di favorire l’immissione del maggior numero di bambini possibile nel circuito scolastico preparando il terreno per il futuro. Hazan si è detto favorevole a mantenere sostanzialmente immutata la logica del sistema, predisponendo però, oltre alla retta base, due fasce di rette più alte per le famiglie che abbiano la possibilità economica di un contributo maggiore “in un’ottica solidaristica che è tipica delle istituzioni ebraiche, e che comincia a lanciare un segnale per una ridefinizione della politica delle rette in futuro”. Non possiamo, ha sottolineato, “cambiare la via che il Consiglio precedente imboccò con tanta forza all’improvviso e senza un’attenta riflessione. Ma contemporaneamente dobbiamo far capire alle famiglie che un sistema del genere per la nostra scuola non è alla lunga sostenibile”. Una ulteriore possibilità presentata da Hazan è stata quella di convenzionare un certo numero di posti del nido con il Comune, in modo che a fronte del fatto che i genitori paghino al Comune una retta differenziata per fasce di reddito, la scuola incameri un introito fisso per ogni iscritto. Di diversa opinione l’assessore alla Scuola Daniele Schwarz. “I nostri prezzi di nido e materna – ha affermato – sono talmente bassi da essere assolutamente fuori mercato. Riportiamo la retta al costo di mercato e scontiamo la differenza negli anni a venire, fino alle elementari, coerentemente con la scelta di fidelizzare gli alunni e tenerli nella nostra scuola il più a lungo possibile”. Il Consiglio ha deciso però di seguire l’idea di una retta base poco più alta di quella attuale (a causa dell’aumento dei costi della protezione civile) e delle due rette più alte di solidarietà, riservandosi di approfondire e esplorare le altre strade nei prossimi mesi.
Non solo la scuola tuttavia al centro delle sfide economiche che deve affrontare la Comunità milanese. La Giunta è impegnata in una difficile trattativa con gli uffici fiscali per rateizzare l’esposizione derivante dagli sconti e dalle rateizzazioni agli iscritti in arretrato con il pagamento dei tributi comunitari concesse dopo aver già ceduto le loro posizioni agli esattori. E, a proposito di tributi, il Consiglio ha approvato all’unanimità il mantenimento del modello attuale, e la formazione di una Commissione contributi per favorire l’afflusso di fondi alla Comunità, formata dal consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Milo Hasbani, dal presidente della Comunità di Milano Walker Meghnagi, dall’assessore Besso, dal consigliere Gad Lazarov e dal segretario generale Alfonso Sassun. La formazione si avvarrà del contributo di una Commissione tecnica formata dallo stesso Sassun, dalla responsabile dei servizi sociali Dalia Fano, e da Zizi Ozlevi.
Prosegue inoltre l’adeguamento della Comunità alla Legge 231. Il segretario Sassun ha fatto il punto sulla situazione per quanto riguarda la nomina dei componenti dell’organo esterno di vigilanza.
Un pensiero viene rivolto anche alla situazione in Israele, con la relazione del responsabile dei rapporti istituzionali Daniele Nahum sul flash mob per Israele che ha portato oltre cento persone in piazza dei Mercanti a cantare l’Hatikvah sventolando le bandiere con la Stella di David. La Comunità ha inoltre aderito all’iniziativa della European Union of Jewish Students Hope4Hanukkah per raccogliere e inviare in Israele giocattoli per i bambini delle zone colpite dai razzi di Hamas. Presente in sala, tra gli altri, il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Roberto Jarach.
A porte chiuse, infine, l’ultima parte del Consiglio, dedicato ad alcune polemiche scaturite e alle regole di partecipazione al corso di Talmud Torah per bambini organizzato nei locali della scuola dal Centro Noam, punto di riferimento della keillah di origine persiana.
Rossella Tercatin @rtercatinmoked