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Tyberg riporta Fiume in Europa

La Mitteleuropa delle genti, della civiltà e della tolleranza ritorna sulle ali di una sinfonia. Quando le grandi porte del Teatro nazionale di Fiume Ivan Zajc si sono aperte, pochi istanti prima dell’arrivo da Zagabria del presidente della Repubblica Croata Ivo Josipovic (nella foto in basso), Fiume ha dato un segno di riconquista della propria anima perduta. Qui, all’apice del Quarnero, dove l’Adriatico si lancia verso il continente e le genti d’Europa si danno da millenni appuntamento nei loro incontri e nei loro scontri, nella città di tutti i confini e di tutte le contese che vide nascere i primi germi dei fascismi europei e più di ogni altra soffrì degli orrori del Novecento, forse solo la musica può contribuire a guarire le ferite e a ricomporre le speranze e le identità frantumate. Josipovic, presidente della Repubblica dal 2010, giurista di fama internazionale e docente di Diritto penale internazionale, lui stesso apprezzato compositore, era accompagnato dal sindaco della città Vojko Obersnel e da una folta rappresentanza del corpo diplomatico in Croazia e ha subito chiarito di voler rendere omaggio a Marcel Tyberg, il grande compositore di Abbazia e di Fiume che fu deportato e assassinato ad Auschwitz quando le due comunità ebraiche quarnerine strappate al contesto centroeuropeo dall’espansionismo territoriale di Roma appartenevano ormai all’Italia e le città del golfo erano infine straziate dalla bestialità della persecuzione dei fascisti e dei nazisti. Un lavoro arduo e pazientissimo, quello dei musicologi e dei ricercatori storici impegnati nel recupero delle composizioni e dei documenti che testimoniano di un protagonista della musica del Novecento. I suoi spartiti, considerati oggi di immenso valore dalla critica internazionale, sarebbero forse andati perduti per sempre se lo stesso Tyberg non avesse avuto l’istinto di affidarli, nell’imminenza della deportazione, a una famiglia di amici fiumani non ebrei emigrati poi negli Stati Uniti negli anni della dittatura comunista. Nel foyer del teatro molti fiumani e assieme a loro alcuni esponenti della Comunità ebraica locale visita ora la mostra che mette in luce non solo la grandezza dell’intellettuale assassinato, ma anche le complicità del regime fascista con i persecutori tedeschi nella città dove le leggi razziste del 1938 volute da Mussolini trovarono la più estrema e disumana applicazione. Ma a riportare Fiume in Europa, proprio alla vigilia dell’entrata della repubblica adriatica nell’Unione europea, è stata la musica.
La terza sinfonia di Tyberg, eseguita per la prima volta proprio sulla riva del mare dove fu composta, ha emozionato un pubblico maturo e consapevole, impegnato a ricostruire la Memoria e l’identità di una città che ha rappresentato per un secolo una ferita aperta per il continente. A riscoprire Tyberg – anticipava qualche tempo fa ai lettori di Pagine Ebraiche il giornalista Michael Calimani – ha contribuito un progetto finanziato dalla Foundation for Jewish Philanthropies, in collaborazione con JoAnn Falletta direttore dell’orchestra sinfonica di Buffalo. La prima incisione (Symphony N. 3 – Trio per piano, Naxos recordings) è dedicata alla sua terza sinfonia. Marcel Tyberg nacque a Vienna il 27 gennaio del 1893, figlio di due musicisti. Grazie alla fama che il padre aveva acquisito a Vienna, i Tyberg furono a stretto contatto con grandi musicisti dell’epoca come Jan Kubelik e suo figlio Rafael con cui Marcel strinse un sincero legame di amicizia. Il giovane Tyberg conobbe all’accademia musicale di Vienna, il violinista e compositore Rodolfo Lipizner, collega talentuoso e amico per la vita. Fu durante questo periodo all’accademia che Tyberg compose la sua prima sonata (1920) e la sua prima sinfonia completa (1924). Nel 1927 Lipizer venne designato direttore permanente dell’orchestra sinfonica di Abbazia, cittadina istriana sul mare Adriatico. Questa nomina spinse i Tyberg a trasferirsi anch’essi affinché Marcel potesse suonare come solista insieme all’amico d’accademia. Per mantenersi Tyberg iniziò a suonare l’organo nella chiesa locale e a insegnare armonia ai giovani studenti della scuola. Con la nascita nel 1930 dell’orchestra sinfonica di Gorizia, Rodolfo Lipizner lasciò la direzione dell’orchestra a Marcel, che chiamò a sé i migliori musicisti, tra questi l’amico d’infanzia Rafael Kubelik. In questi anni Tyberg compose la sua seconda e terza sinfonia, due sonate e un trio per pianoforte, oltre a un poema sinfonico per sestetto d’archi e più di 35 Lieder.

L.P. Pagine Ebraiche, dicembre 2012