Italo lancia la staffetta del MiTo
“Gentili passeggeri, siamo lieti di informarvi che su questo collegamento Milano Torino abbiamo raggiunto la velocità di trecento chilometri orari” annunciano con una certa dose di orgoglio gli altoparlanti del treno Italo. Fuori dal finestrino sfreccia rapidissimo il paesaggio della megalopoli padana, sullo sfondo le Alpi innevate. La nuova compagnia ferroviaria che collega Torino al resto della rete ad alta velocità a partire da questa domenica 9 dicembre, moltiplica le possibilità di viaggio già messe a disposizione dall’ex monopolista Trenitalia. La redazione di Pagine Ebraiche è invitata e partecipa, in mezzo a un esercito di giornalisti italiani, al viaggio inaugurale della nuova tratta di Italo, e i 125 chilometri che separano le due città, un tempo barriera difficile da valicare, a trecento chilometri all’ora, sembrano ormai ridursi in briciole. Solo 46 minuti di treno, meno che andare da un capolinea all’altro della metropolitana milanese. Una novità che apre anche gli orizzonti dell’Italia ebraica, che già da anni si giova dei cambiamenti portati dall’alta velocità ferroviaria. “Milano e Torino? Ormai sono la stessa città” diceva negli scorsi giorni il direttore della redazione Guido Vitale (che macina ogni anno centinaia di migliaia di chilometri in treno e nella redazione fa lavorare giornalisti di Roma, Milano, Firenze, Torino e Trieste e collaboratori da ogni angolo del paese), al presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi, discutendo a proposito delle potenzialità dei rapporti fra le due Comunità ebraiche.
Proprio lo stesso Meghnagi ha portato un saluto alla prima partenza di Italo verso il capoluogo piemontese, in un’ideale staffetta con il presidente della Comunità ebraica di Torino Beppe Segre, che aveva compiuto lo stesso gesto simbolico un’ora prima nella città sabauda. Un segno di amicizia da parte dei due leader ebraici italiani che su binari di Milano Garibaldi e Torino Porta Susa hanno voluto stare accanto alle due giornaliste della redazione, una da Milano e una da Torino, destinate questa mattina a incrociarsi sulla strada ferrata. Ma anche una precisa dichiarazione di intenti: l’Italia ebraica ha bisogno di gettare ponti, di abbattere, salvaguardando ovviamente le reciproche autonomie, le barriere comunali, di mettere in comune servizi e cultura. E se i leader dell’ebraismo italiano si spostano sempre più di frequente nelle varie Comunità per incontri e scambi di esperienze, i nuovi collegamenti ferroviari possono aprire importanti prospettive anche per tutti gli iscritti, che si troveranno sempre più facilitate a
fare rete e a unire le forze per assicurare una vita ebraica piena, ricca e sostenibile. Milano e Torino, possono ancora una volta affermarsi come laboratorio di nuove esperienze e creatività in questa direzione, come hanno auspicato gli stessi presidenti delle due Comunità.
Mentre Italo correva fra le due città, a bordo centinaia di giornalisti rivolgevano domande al presidente e all’amministratore delegato di Nuovo Trasporto Viaggiatori Antonello Perricone e Giuseppe Sciarrone. Gli efficienti capitreno (o train manager, come si chiamano sui nuovi treni rossi), spiegano con orgoglio le caratteristiche dei veicoli, che definiscono i treni più moderni d’Europa, la filosofia dell’attenzione verso i passeggeri, la particolare conformazione delle diverse carrozze, dalla cinema al relax. Nel frattempo i fotografi fotografano, i cameramen riprendono, i reporter scrivono. A forza di correre, dopo 46 minuti, è il momento di scendere, il lavoro non è arrivato nemmeno a metà.
Rossella Tercatin, Ada Treves