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Odio di sé, odio degli altri

Non ho mai amato l’espressione “odio ebraico di sé”, soprattutto quando viene usata – cioè quasi sempre – senza avere la più pallida idea di che cosa intendesse Theodor Lessing nel suo Der jüdische Selbsthass. La trovo ambigua e violentissima, volgare, aggressiva. Da tempo, poi, nei “dibattiti” che si leggono sui social network, viene maneggiata come una clava, accusa per antonomasia che alcuni ebrei lanciano ad altri ebrei colpevoli di non pensarla come loro. Bel modo di discutere. Paradossalmente, finirà che qualcuno dovrà evocare a propria difesa la legge Mancino, sì proprio quella che punisce l’incitazione alla violenza e all’odio per motivi razziali, etnici o religiosi.

Stefano Jesurum, giornalista