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Melamed – Libri vincenti e confronto aperto

Pagine Ebraiche e DafDaf, il giornale ebraico dei bambini, riportano abitualmente anticipazioni di testi in uscita o appena pubblicati, e a volte le scelte della redazione si rivelano vincenti, nel senso più vero del termine: negli scorsi giorni sono stati resi noti i vincitori del National Jewish Book Award, il premio che il prestigioso Jewish Book Council dal 1950 assegna annualmente ad autori di libri di interesse ebraico e in due categorie il primo premio va a testi segnalati sulle pagine dei due mensili. Fra i vincitori degli anni passati si trovano nomi come Deborah Lipstadt, Bernard Malamud, Michael Oren, Chaim Potok, Philip Roth, and Elie Wiesel e quest’ultima edizione nella categoria Scholarship ha premiato “The Chosen Few: How Education Shaped Jewish History, 70–1492” di Maristella Botticini e Zvi Eckstein. In Italia il libro, che sta suscitando grande interesse e un vivace dibattito fra voci come vuole la tradizione ebraica apertamente discordanti, è stato pubblicato da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi, con il titolo “I pochi eletti. Il ruolo dell’istruzione nella storia degli ebrei, 70-1492” e su di esso a metà dicembre l’Università Bocconi insieme a Pagine Ebraiche ha organizzato una tavola rotonda, dal titolo “L’istruzione come leva dello sviluppo economico. Spunti dalla storia ebraica”. La serata, è stata moderata dal giornalista Guido Vitale, coordinatore Informazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e direttore della redazione di Pagine Ebraiche, e vi hanno partecipato, oltre all’autrice, l’economista Alberto Alesina (Harvard University), il rabbino Roberto Della Rocca (direttore del dipartimento Educazione e Cultura dell’UCEI) e lo storico Giacomo Todeschini (Università di Trieste). Il dibattito è poi continuato su Pagine Ebraiche, con interventi di David Bidussa, Antonella Castelnuovo e Giacomo Todeschini. Altri seguiranno. Oltreoceano sono già uscite varie recensioni del libro, e fra queste quella di David Warsh, su Economic Principals, riporta i dibattiti nati già nel 2003 quando era stato presentato il working paper che conteneva la prima idea su cui si sarebbe poi strutturato il libro, e che proseguono fino, ad esempio, al 2010 quando a Tel Aviv un gruppo di esperti dell’argomento ha avuto la possibilità di analizzare i contenuti del manoscritto. Warsh sostiene che I pochi eletti cambierà la storia del Medio Oriente, e parere simile esprime anche Carmel Chiswick, del Department of Economics della George Washington University che nella recensione pubblicata sul sito della Economic History Association dedicato al confronto fra gli studiosi del settore sostiene che la nuova prospettiva proposta dai due autori “cambierà per sempre il modo in cui interpretiamo la storia economica degli ebrei”. Sul libro vincitore nella categoria Children’s and Young Adult Literature, che per il 2012 è Meet at the Ark at Eight, di Ulrich Hub e Jörg Mühle, la redazione del giornale ebraico dei bambini aveva puntato già all’inizio del 2011, quando nelle pagine di DafDaf numero 5aveva raccontato di “L’arca parte alle otto. L’esistenza di Dio spiegata da tre pinguini” (Rizzoli editore), un piccolo e divertente racconto che con estrema semplicità, attraverso le buffe litigate di tre pinguini affronta domande difficili. La conversazione tra di loro, apparentemente surreale, è in realtà molto precisa e lucida, fatta di domande che tutti si pongono e di risposte che molti si danno e viene interrotta dalla colomba, che annuncia l’arrivo imminente del diluvio universale e consegna loro due biglietti per salire sull’arca. Che parte alle otto. In punto.

Ada Treves twitter@atrevesmoked

(3 febbraio 2013)