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unione…

E Moshè radunò tutta la congrega dei figli d’Israele” (Esodo 35:1). L’invito ad offrire da parte di Moshè al popolo, per la costruzione del Tabernacolo, è diretto, senza intermediari (gli anziani, i capi tribù).
Nel momento in cui si deve costruire il simbolo dell’unicità di D-o e del popolo ebraico, Moshè fa appello al cuore di tutti. Non è un caso che la parola “lev – cuore”, in Vayaqel, compare sette volte. Tutti devono offrire, non importa chi più e chi meno, ma è importante si faccia con tutto il cuore. Un andante famoso ci ricorda che quando le parole escono da cuore entrano nel cuore. Forse è questo l’ingrediente fondamentale per aspirare a una vera e stabile unione, magari insieme al recupero della capacità di dialogo.

Adolfo Locci, rabbino capo di Padova

(4 marzo 2013)