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nome…

“Conta il capo di tutta la congrega dei figli d’Israele…bemispar shemot – per mezzo del numero dei nomi…” (Numeri 1:2). Il censimento con cui inizia il quarto libro della Torà, deve avvenire contando i nomi. Non è un caso che l’espressione “bemispar shemot, compaia più di venti volte. Questa ripetizione indica un concetto importante: quello del valore del nome. Il nome con cui un individuo è chiamato, ne testimonia la personalità e le peculiarità. Dietro al nome, dietro ad una persona, c’è un mondo intero. L’ordine con cui il popolo d’Israele si deve disporre intorno al Tabernacolo, si può raggiungere se ognuno è considerato nominalmente, individualmente; perché l’unicità di una collettività dipende – anche – dalla consapevolezza di essere tutti parte di un’unica essenza ma composita…

Adolfo Locci, rabbino capo di Padova

(6 maggio 2013)