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Qui Fiume – Il ritorno della Memoria

Fiume riscopre la Memoria, apre le sue porte all’Europa e chiama a raccolta i tanti esuli che furono costretti ad abbandonare la città adriatica, un tempo italiana e oggi croata. Una storica prima volta in Croazia per le Stolpersteinen, le pietre d’inciampo che commemorano le vittime della persecuzione nazifascista nei luoghi in cui vissero e furono catturate. Oggi Gunter Demnig, artista tedesco le cui pietre sono disseminate in alcune decine di migliaia di esemplari in tutta Europa, è stato a Fiume per ricordare due vittime di via Mameli, Eugenio e Giannetta Lipschitz, che furono prelevati dalla loro abitazione nel marzo del 1944. Sono in molti a sostare davanti al palazzo nel centralissimo crocevia della movida quarnerina e a raccogliersi attorno ai discendenti che per primi ne hanno richiesto la collocazione. A nome della famiglia prende la parola uno dei nipoti, Alberto Heimler. “Oggi – ha affermato – si chiude un cerchio con la storia. Oltre a Gunter Demnig, che merita un riconoscimento pubblico che va al di là di queste cerimonie e delle pietre che ricordano i deportati, desidero ringraziare il Comune per la disponibilità, la sensibilità e la comprensione. Fiume è stata a lungo una memoria fantastica evocata nei racconti dell’infanzia, adesso invece è una realtà concreta”. Assieme ad Heimler, coccolato dall’affetto dei familiari fino alla terza generazione successiva alla Shoah (nell’immagine in posa per una foto davanti al portone di via Mameli), prendono la parola il sindaco di Fiume Vojko Obersnel, la facente funzione di presidente della comunità ebraica Irene Deze Starcevic, l’ebreo fiumano Federico Falk che a questo mondo ha dedicato numerose ricerche stimolate dai ricordi della gioventù. Rav Achille Viterbo, amico di vecchia data degli Heimler e già rabbino capo di Padova, recita una preghiera assieme a rav Prelevic delle comunità ebraiche di Croazia e Montenegro. Per l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane partecipa alla cerimonia il vicepresidente della Comunità di Trieste e consigliere UCEI Mauro Tabor. Simultaneamente all’installazione delle Stolpersteinen – quattro esemplari, due in italiano e due in croato – al museo del municipio si inaugura una straordinaria mostra dedicata alle vicende degli ebrei fiumani che parte dalla seconda metà dell’Ottocento, epoca dell’emancipazione, e arriva ai giorni drammatici della persecuzione. Un lavoro condotto con grande passione e professionalità dalla studiosa Sanja Simper, tra le massime esperte di storia ebraica locale, che ha scelto di distribuire il materiale raccolto in una ventina di pannelli densi di immagini e spiegazioni. Ad emozionare non sono soltanto i contenuti della mostra, in lingua croata ma con documentazione quasi integralmente in italiano, ma anche le modalità che hanno portato alla realizzazione della stessa con interviste che hanno interessato svariate decine persone tra sopravvissuti e discendenti. “La mostra è dedicata a loro”, spiega Sanja. Commozione inoltre per la testimonianza di Falk, classe 1919, che ricorda la cacciata di suo padre dall’ospedale in cui esercitava la professione di medico a seguito della promulgazione delle leggi razziste e nell’occasione annuncia la prossima digitalizzazione del suo celebre volume dedicato alle biografie degli ebrei del Quarnero. Ad intervenire anche il sindaco Obersnel e il direttore del museo Ervin Dubrovic.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(21 maggio 2013)