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Qui Firenze – La Comunità ricorda rav Belgrado

A cento anni dalla nascita l’omaggio della Comunità ebraica di Firenze a uno dei suoi Maestri più amati, rav Fernando Belgrado. Un’apposita giornata di studio sarà proposta domenica mattina in occasione della chiusura del programma annuale del Beit haMidrash. Tanti gli interventi che caratterizzano l’iniziativa. Dopo i saluti del presidente della Comunità Sara Cividalli prenderanno la parola il rabbino capo Joseph Levi, che approfondirà le specificità della pubblicazione “Usi del Tempio Maggiore della Comunità ebraica di Firenze” di rav Elia Artom; i consiglieri Jacopo Treves, che presenterà i lavori della Commissione Minhag, ed Enrico Fink, che proporrà alcune registrazioni dei canti fiorentini inquadrando in quest’ottica il lavoro svolto da rav Belgrado; l’avvocato Renzo Ventura, che parlerà di “un rabbino italiano nella seconda metà del Novecento”; il rav Vittorio Della Rocca, che terrà una lezione in suo ricordo. Conclusi gli interventi, la cerimonia prevede la piantumazione di un albero nel giardino antistante la sinagoga e la recitazione della preghiera di Minchà con il coinvolgimento di tutti i presenti. Nato a Firenze il 31 maggio 1913, rav Belgrado – rimasto orfano di padre prematuramente – viene cresciuto dalla famiglia Artom. Nel 1933 il conseguimento del titolo rabbinico di maskil che segue quello di chazan. Già vice‐rabbino di rav Nathan Cassuto, in considerazione delle particolari contingenze durante la guerra è punto di riferimento spirituale della comunità fiorentina. Dopo aver frequentato il Collegio rabbinico italiano a Roma prende il titolo di chakham nel 1963. È rabbino dal 1952 al 1963 e rabbino capo nei 15 anni successivi. Molti i suoi scritti, tra cui alcuni inediti. Nel 1984 completa un’haggadah tradotta in italiano con note dalla casa editrice Giuntina.

(31 maggio 2013)