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Livni e Kerry all’AJC Global Forum: “Soluzione a due stati in Medio Oriente”

In occasione della riunione annuale dell’American Jewish Committee, 1500 persone rappresentanti le comunità ebraiche di 60 paesi hanno applaudito con forza i discorsi appassionati di Tzipi Livni, ministro della Giustizia di Israele responsabile per i negoziati con i palestinesi, e del Segretario di Stato Statunitense, John Kerry.

Kerry e Livni hanno pronunciato i discorsi programmatici alla tre giorni annuale dell’AJC Global Forum di quest’anno, dove figuravano tra gli altri relatori i ministri degli esteri della Grecia, della Polonia, dell’Azerbaigian e della Repubblica ceca. Tutti hanno espresso il loro forte sostegno alla sicurezza di Israele ed auspicato un energico rinnovo del processo di pace.

Tzipi Livni ha detto che la creazione di uno Stato palestinese è “l’unico modo per mantenere Israele sia come stato ebraico sia come uno stato democratico”. Livni ritiene inoltre che il perseguimento di una soluzione a due stati “non è un favore ai palestinesi, ma piuttosto una necessità per Israele”, e che questo riflette “i valori fondamentali dell’ebraismo”.

“Tzipi Livni ha pronunciato un discorso appassionato. L’urgenza nella sua voce era evidente, dall’inizio alla fine. L’amore per Israele era palpabile” – ha detto David Harris, direttore esecutivo dell’AJC.

“La sua visione di due stati per due popoli – Israele come la soluzione per le aspirazioni nazionali degli ebrei, la Palestina come soluzione per le aspirazioni nazionali dei palestinesi – è uno scopo che l’AJC condivide da lungo tempo”, ha continuato Harris. “Israele ha sempre cercato di riportare i palestinesi al tavolo dei negoziati, senza ottenere alcun risultato finora. Si può solo sperare che questa volta, grazie al rinnovato impegno di Gerusalemme e di Washington, il risultato possa cambiare”.

Il ministro Livni ha delineato alcune proposte concrete: trattare con l’Autorità Palestinese, e allo stesso tempo isolare Hamas, che controlla Gaza. Un accordo tra Israele e la A.P. troverebbe il sostegno della Lega Araba, che ha già promesso il suo supporto. Ciò terrebbe a bada le fazioni più estremiste del mondo arabo. La A.P. – ha continuato Livni – ha già accettato come condizione la smilitarizzazione, mentre i principali insediamenti ebraici in Cisgiordania, che occupano una piccola percentuale di territorio escluso dalle linee tracciate dall’armistizio del 1967, rimarrebbero israeliani.

John Kerry, nel suo primo discorso alla comunità ebraica nel ruolo di Segretario di Stato, ha presentato una visione simile per porre fine al conflitto israelo-palestinese. “E’ fuor di dubbio”, ha detto, “che il presidente degli Stati Uniti ed io condividiamo il vostro instancabile impegno per la sicurezza di Israele”, che riguarda anche le minacce provenienti dall’Iran e il sostegno del regime iraniano ad Hezbollah. “Gli Stati Uniti impediranno all’Iran di ottenere un’arma nucleare”, ha detto Kerry.

Mentre è certo che il conflitto israelo-palestinese “non è la causa dei problemi del Medio Oriente”, Kerry ha ripetutamente sottolineato che “il modo migliore per garantire veramente la sicurezza di Israele, oggi e per le generazioni future, è di porre fine una volta per tutte al conflitto con i palestinesi “attraverso una soluzione a due stati. “Se non ci riusciamo adesso”, ha detto, “potrebbe non presentarsi un’altra possibilità.”

Kerry, che ha visitato Israele tre volte da quando è diventato Segretario di Stato quattro mesi fa e che ha lavorato per molti anni con i leader israeliani quando era senatore, afferma che “ogni volta che vado, il profondo legame che sento con lo Stato e con il popolo di Israele si rafforza sempre più”. Egli si considera “un vero amico da più di 30 anni”.

Ha aggiunto che comprende bene la frustrazione che molti israeliani sentono circa le prospettive per la pace, ma il non fare nulla porterebbe solo ad una spirale verso il basso. Invece, “uno Stato palestinese stabile, con confini certi e sicuri e con un’economia fiorente, potrà solo rafforzare la sicurezza ed il futuro di Israele.”

Kerry vede nell’iniziativa di pace araba un segno di speranza. Per la prima volta, ha detto, “gli scambi di territori sono inclusi nella proposta”.

David Harris, direttore esecutivo dell’AJC, ha ringraziato personalmente il Segretario di Stato Kerry per aver scelto il Global Forum dell’AJC quale sede per enunciare la politica degli Stati Uniti per la pace israelo-palestinese.

“L’AJC ha sempre sostenuto un accordo di pace che porti Israele – lo Stato ebraico, e la Palestina – lo Stato palestinese, a vivere fianco a fianco in pace e sicurezza”, ha detto Harris. “In effetti, questa è stata la visione esplicita di quattro primi ministri israeliani in successione, a partire da Ehud Barak. Possiamo solo sperare che la chiamata urgente del Segretario Kerry per una leadership coraggiosa venga ascoltata e che i palestinesi, che mancano dal tavolo della pace da quattro anni, torneranno per discutere anche delle questioni più difficili in buona fede con i loro omologhi israeliani. ”

Ogni anno all’AJC Global Forum di Washington diverse illustri personalità governative internazionali affrontano temi scottanti di fronte ad un pubblico attento ed entusiasta. Tra i molti celebri precedenti oratori ricordiamo Bill Clinton, Franco Frattini, Hillary Clinton, Angela Merkel, George W. Bush, Shimon Peres, Condoleezza Rice, Kofi Annan, il reverendo Martin Luther King…

Lisa Palmieri Billig

(6 giugno 2013)