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Qui Trieste – Informazione, valori e diritti
nel confronto sindacale con Franco Siddi

siddiLa crisi si fa sentire, l’autunno sarà difficile, l’autonomia dei giornalisti italiani è minacciata, le loro istituzioni, presidio della libertà d’informare e di esprimersi nel nostro paese, potrebbero non reggere all’impatto. Franco Siddi, leader della Federazione Nazionale della Stampa Italiana il sindacato unico dei giornalisti italiani, arriva a Trieste al termine di una giornata di fuoco. Dopo un breve saluto ai colleghi che lo attendono nella sede del Circolo della stampa, assieme al presidente dell’Assostampa del Friuli Venezia Giulia Carlo Muscatello, comincia la sua analisi inquietante. Non solo le retribuzioni, ma anche e soprattutto i diritti, le garanzie, il quadro normativo pazientemente messo assieme in decenni di sacrifici, sono sotto attacco. Gli editori, tradizionale controparte della categoria, come molti altri imprenditori italiani fanno sempre più fatica a far quadrare i conti. Ma soprattutto mancano all’appello imprenditori veri, enti e aziende capaci di volare alto, di combattere il precariato e di investire sulla qualità.
Siddi anticipa nel corso della riunione le possibili strategie in vista delle trattative del Contratto nazionale di lavoro, che dovrebbero vedere Fnsi e Federazione italiana editori giornali presto a confronto. Ma anche le linee guida per la riforma dell’Ordine dei giornalisti, per la difesa dell’autonomia dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (l’unico ente previdenziale di categoria a non essere ancora finito nel calderone Inps), della Cassa autonoma dei giornalisti e degli altri cardini attorno ai quali si esercita la professione giornalistica nel nostro paese.
Una situazione difficile, spiega Siddi ai colleghi, cui la categoria dei giornalisti italiani dovrà far fronte con determinazione non per difendere diritti o privilegi propri, ma per continuare ad essere la tutela degli ideali di libertà e di progresso che sono fondamentali per la crescita di tutta la società civile.
C’è tensione, una volta conclusa la relazione di Siddi e l’analisi di Muscatello. Ma c’è anche aria di festa, nel corso dell’assemblea, quando Rossella Tercatin, ospite con gli altri colleghi che partecipano al laboratorio Redazione aperta, viene accolta e invitata a raccontare l’esperienza di lavoro nel quadro dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Interventi, saluti e proposte vengono da molti colleghi, sulla scia di una tradizione di confronto franco e aperto, ma sempre attento ai valori dell’unità della categoria. Il sindacato, fondato nel 1877 dal letterato Francesco De Sanctis, quindi condotto dal giornalista ebreo triestino Salvatore Barzilai al primo contratto collettivo di lavoro nella storia italiana, continua ad essere un importante punto di riferimento per tutta la società. In sala anche Luciano Ceschia, per oltre dieci anni leader del sindacato unico dei giornalisti, direttore dei telegiornali e dei giornali radio, oltre che di numerosi quotidiani, negli anni della prima Repubblica.
Mentre il dibattito volge al termine, ancora una sorpresa: le agenzie di stampa lanciano alcune indiscrezioni secondo le quali il fronte progressista starebbe per lanciare la candidatura di Siddi nella corsa alla presidenza della Regione Sardegna. Un suo impegno politico, che è troppo presto per confermare e per ora non ha conferme, ma solo istanze dalla Sardegna, comporterebbe ovviamente un cambio al vertice del sindacato dei giornalisti e una nuova sfida, ma la leadeship del sindacato in questa stagione difficile sembra per il momento la reale priorità di Franco Siddi.
Prima della partenza da Trieste per rientrare, Siddi, che non è mai mancato alle diverse edizioni di Redazione aperta, si è fermato con i colleghi e i collaboratori per analizzare il lavoro, i progressi compiuti dalla redazione, la qualità del lavoro svolto. I temi così presenti nel lavoro della redazione della democrazia, della cultura, della pace e del lavoro per i giovani, ha commentato, sono il presidio di una società civile che ha bisogno dell’apporto delle minoranze. E sono i medesimi che devono trovare uniti tutti i giornalisti italiani per affrontare questa difficile stagione.
(nell’immagine il segretario della Federazione nazionale della Stampa italiana, Luciano Ceschia, già leader della FNSI e direttore di importanti testate cartacee e televisive con alcuni giornalisti della redazione di Pagine Ebraiche)

(23 luglio 2013)