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…differenze

Partecipo al quadriennale Congresso Mondiale di Studi Ebraici di Gerusalemme dal 1969 e fin d’allora mi interessano particolarmente le sedute sul mondo ebraico contemporaneo. Nel 1969 una tipica conferenza su una comunità della Diaspora ebraica sarebbe suonata circa cosí: “Nel nostro paese vivono XX.000 ebrei, di cui circa la metà nella città capitale. Disponiamo di una rete di scuole ebraiche in cui studiano Y.000 studenti, oltre a tutte le istituzioni ebraiche nazionali e internazionali. L’on. Z. è stato recentemente nominato sottosegretario al Ministero delle Finanze, e manteniamo ottimi rapporti con le autorità governative del paese. Esistono sporadici episodi di antisemitismo, ma le autorità garantiscono la piena parità di diritti degli ebrei nel nostro paese”. Oggi le cose sembrano più complicate. I ricercatori discutono, fra l’altro, di centri egemonici concorrenti, identità multiple e transnazionali, migrazioni bi-locali, narrative museali, nuova demografia, comunità immaginate, e desecolarizzazione. Un tempo i fatti precedevano le interpretazioni, e quest’ultime anticipavano le politiche. Oggi spesso la sequela viene presentata in senso inverso e c’è chi l’accetta. Fra le poche certezze, gli episodi di antisemitismo, almeno in Europa, sono meno sporadici.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(1 agosto 2013)