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Setirot – Polvere sulle pagine

jesurumBizzarre coincidenze, suggestioni di letture agostane. Mentre ho sotto gli occhi la colonna di Dario Calimani in cui ci ricorda quanto i Maestri si siano spesso occupati della “polvere sottile della calunnia” – polvere perché si insinua ovunque e chi ne è vittima non riesce poi a liberarsene mai del tutto – sto per finire un libro straordinario che per protagonista assoluto ha, in un certo senso, proprio la polvere: Convoglio di mezzanotte di S. Yizhar (elliot Editore, traduzione di Elena Loewenthal). Di Yizhar, innovatore sabra della letteratura ebraica, in Israele sʼè detto fosse “voce della coscienza” così come “traditore nazionale”. A mio avviso una calunnia, questʼultima, insomma polvere… «… come farina in fiocchi, polvere di mietitura e trebbiatura, un suolo friabile che a contatto con il piede, o schiacciato con la mano per fiutarne la fragranza ambrata di granaglia, diventa subito talco soffice e fugace… era questa materia che scoppiava sotto le ruote…». Calunnia. Polvere. Quella cosa che – scrive Loewenthal nella prefazione – forse non è neanche materia, ma tempo.

Stefano Jesurum, giornalista

(22 agosto 2013)