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responsabilità…

Se leggiamo senza la vocalizzazione la parola “Ayekà”, che rappresenta la domanda retorica divina (dove sei?) fatta al primo individuo dopo aver peccato, notiamo che che è scritta con le stesse lettere della parola “Ekhà” (Come mai – la prima parola della libro delle Lamentazioni di Geremia). Essere consapevoli del proprio posto, vuol dire esserlo anche delle proprie responsabilità. In ogni campo questo può considerarsi un “buon inizio”…

Adolfo Locci, rabbino capo di Padova

(30 settembre 2013)