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David Duke è un noto alfiere del negazionismo, antisemita convinto. Nella sua brillante carriera di scrittore e uomo pubblico ha avuto anche la capacità di affermarsi come leader dei Tea Party, è un attivista del Partito Repubblicano (eletto per un mandato alla Camera dei Rappresentanti della Louisiana), promuove con decisione oltre alla sua fortuna personale anche una rete di organizzazioni estremiste, xenofobe e antisemite a dimensione globale. Nel 2009 è stato arrestato dalla polizia della Repubblica Ceca ed espulso da tutti gli stati aderenti al trattato di Schengen a causa della “perdurante pericolosità sociale” perché “in base a fonti ufficiali attendibili, è stato indicato come soggetto intenzionato a costituire in Europa un’organizzazione con l’obiettivo dello sterminio della razza nera ed ebrea”. Evidentemente l’Italia – o per lo meno il Veneto – non rientrano nel trattato di Schengen poiché si viene a scoprire che David Duke risiede a Belluno dal febbraio 2011, avendo ottenuto regolare permesso di soggiorno dai nostri organi di polizia. I quali si sono accorti dell’errore solo qualche giorno fa, procedendo all’immediata espulsione. Rimane un certo senso di insicurezza nel sapere della presenza fra noi di simili personaggi. Cosa cercava Duke sulle Dolomiti? Le radici della cultura celtica, della bianca razza padrona? Strano luogo, quello scelto: un territorio attraversato e popolato da gruppi differenti, ladini, tedeschi, cimbri, anche qualche ebreo qua e là nella storia, e oggi pure non pochi cinesi, marocchini, albanesi. Insomma, lui là non doveva starci (per legge), ma bisogna alzare le antenne perché sicuramente in molti sapevano della sua presenza, e magari lavorano per dare corpo all’organizzazione di cui vagheggia il biondo razzista che ha sporcato la neve delle nostre Alpi.

Gadi Luzzatto Voghera, storico

(6 dicembre 2013)