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Allo spettacolare funerale di Nelson Mandela, il grande lottatore per la libertà e l’eguaglianza dei popoli sudafricani, hanno partecipato molti dei maggiori dirigenti politici mondiali. Gli Stati Uniti erano rappresentati dal presidente Barack Obama, l’Italia dal primo ministro Enrico Letta. Da Israele volevano partire il presidente Shimon Peres, che però era indisposto, e il primo ministro Benjamin Netanyahu, che però ha rinunciato per i costi eccessivi della logistica che avrebbero dovuto includere la moglie Sara e un centinaio di uomini della sicurezza. Alla fine in rappresentanza di Israele è partito il presidente della Knesset Yuly Edelstein accompagnato da cinque deputati. Durante l’imponente cerimonia il presentatore sudafricano si è evidentemente confuso, e ha erroneamente annunciato la presenza di Peres e Netanyahu fra gli ospiti. I 90mila spettatori presenti hanno abbondantemente fischiato. Così tutti contenti, l’imbarazzante assenza dal grande evento dei big israeliani non è stata notata e stigmatizzata, e i rivali di Israele hanno potuto godere un piccolo momento di gratificazione.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(12 dicembre 2013)