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Napoli – La Comunità ebraica a De Magistris
“Sul Medio Oriente posizione non equilibrata”

pierluigi-campagnano“È nostra opinione che il sindaco De Magistris dovrebbe chiedere ad Abu Mazen, al quale ha già conferito la cittadinanza onoraria, perché ha decorato con medaglia al valore i responsabili della morte di 125 israeliani; la ritrattazione di quanto esposto nella sua tesi di dottorato in Storia presso il Collegio orientale di Mosca in cui, bontà sua, ritiene che si possa ridurre il numero delle vittime del nazismo a poche centinaia di migliaia; la rinuncia al terrorismo come arma di pressione e condannare l’uso che ne fa Hamas con il lancio di oltre 15mila missili da Gaza verso Israele; il riconoscimento al diritto all’esistenza dello Stato d’Israele; di fare una campagna di informazione interna alle nuove generazioni di arabi palestinesi per spiegare come ha avuto inizio il conflitto una vera pacificazione inizia, infatti, dalla conoscenza dei fatti a tutti i livelli e a tutte le latitudini”.
È quanto scrive il presidente della Comunità ebraica di Napoli Pier Luigi Campagnano in una lettera aperta inviata al sindaco della città partenopea Luigi De Magistris in occasione del conferimento della cittadinanza palestinese da parte del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen. Nella lettera, in vista del Forum Internazionale delle città del Mediterraneo del 2014, Campagnano sollecita De Magistris a prendere alcune iniziative che un sindaco “veramente amante della pace” dovrebbe intraprendere: innanzitutto offrire la cittadinanza onoraria a una personalità dello Stato di Israele che occupi un ruolo politico omologo a quello di Abu Mazen. Quindi, organizzare una vasta campagna di informazione, con la presenza di studiosi e persone coinvolte, sul conflitto arabo-israeliano nelle scuole e nelle istituzioni; organizzare una visita da parte dell’amministrazione napoletana nello Stato d’Israele; organizzare con le scuole della città una visita degli alunni nello Stato d’Israele, in Cisgiordania e a Gaza; ricercare con la sua amministrazione che l’informazione sia la più ampia ed obbiettiva possibile, perché è nell’interesse di tutti conoscere la verità per poter costruire un futuro di pace lungo e duraturo. Infine, assumere una posizione “non di parte ma equilibrata”.
Ieri intanto, a conferma ulteriore della sua parzialità, il sindaco della città partenopea ha dichiarato: “A Napoli con­si­de­riamo la Pale­stina uno Stato e Geru­sa­lemme una città nevral­gica della Pale­stina. Ci bat­te­remo sino a quando lo Stato di Pale­stina non sarà libe­rato e tutti i pri­gio­nieri poli­tici saranno liberi. Dob­biamo far cre­scere la mobi­li­ta­zione e lavo­rare per­chè siano abbat­tuti i muri”.

(27 dicembre 2013)