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il portale dell'ebraismo italiano

Accadde domani – Al lavoro sul futuro

Il primo giorno dell’anno civile, una delle sole cinque giornate in cui i quotidiani italiani non sono nelle edicole, vede come di consueto la redazione del Portale dell’ebraismo italiano regolarmente al lavoro. Questo notiziario datato 1 gennaio apre un 2014 che sarà denso di novità e ci auguriamo di evoluzioni per gli strumenti di informazione creati dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e diretti a tutta la pubblica opinione.
Oggi il lettore troverà l’inconsueta pubblicazione di un testo in inglese, l’intervento, già anticipato da Pagine Ebraiche di dicembre, del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni riguardo al delicatissimo problema di una minacciosa politica di cristianizzazione della Shoah. Abbiamo voluto fosse pubblicato anche in inglese, ormai l’yiddish, il linguaggio trasversale dei tempi nostri, perché riteniamo che molte idee e molti valori degli ebrei italiani debbano essere portati fuori da confini nazionali e culturali ormai privi di senso, pericolosi per le limitazioni che trascinano con loro, incomprensibili per le nuove generazioni.
Ci scusiamo in partenza per eventuali imperfezioni lessicali con i lettori che padroneggiano la lingua meglio di noi. Ci scusiamo con i lettori che non sono in grado di leggere l’inglese. Speriamo che tutti in ogni caso possano apprezzare il rischio che la redazione si assume avviando questo esperimento. In futuro troveremo una collocazione meglio appropriata per i testi in inglese che ci ripromettiamo di realizzare.
Da domani, intanto, con il ritorno dei giornali in edicola, un rinnovato notiziario quotidiano nelle prime ore del mattino aiuterà il lettore a orientarsi meglio nella grande complessità di quanto appare sui mezzi di comunicazione.
La redazione resta in ascolto per conoscere le vostre impressioni e i vostri suggerimenti. In una stagione dove abbonda il teppismo della parola roboante, e la prepotenza di coloro che alzano la voce per negare il confronto e il valore della diversità, imparare ad ascoltare resta ancora la maggiore ambizione e la migliore conquista per tutti i giornalisti.

gv

(1 gennaio 2014)