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L’Italia che non dimentica

Dalla mostra in Trastevere sulle opere degli studenti in memoria della Shoah al concerto dei violini sopravvissuti alla tragedia. Su Repubblica presentati gli eventi della Capitale legati alla celebrazione del Giorno della Memoria. Primo appuntamento, l’inaugurazione oggi alle 12 al Museo di Roma in Trastevere della mostra “I giovani ricordano la Shoah. Dieci anni di memoria attraverso le opere degli alunni delle scuole italiane”. Presenti per l’occasione, ricorda il quotidiano, “il ministro dell’Istruzione Carrozza, il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Gattegna e l’assessore comunale alla Cultura Barca”. Spazio poi al concerto del 27 gennaio diretto dal maestro Yoel Levi, organizzato dall’UCEI, con l’Università di Gerusalemme e l’associazione BrainCircleItalia, dove “per la prima volta in Italia suoneranno insieme 12 violini e un violoncello sopravvissuti all’orrore della Shoah. In scena tra gli altri, un violino di un’orchestra che ad Auschwitz accompagnava i deportati al lavoro o alla morte, i violini dei musicisti ebrei che nel 1936 lasciarono la Germania per andare a suonare nell’Orchestra filarmonica della Palestina (che poi diventerà di Israele) che li salvò dalla deportazione” .

Riconoscenza, affetto, tenerezza per quella famiglia che salvò lei, la sorella Paola e la madre Adele, dalla persecuzione nazifascista. Nelle lettere inedite di Rita Levi Montalcini, pubblicate nel numero di febbraio di Pagine Ebraiche, un volto poco conosciuto della grande scienziata e premio Nobel, tra le protagoniste del Novecento italiano e internazionale. Missive destinate alla famiglia Leoncini, presso cui Montalcini trovò rifugio nel 1943; scritti in cui Rita dimostra la sua accorata riconoscenza e ricorda i tempi bui in cui fu costretta a nascondersi nell’appartamento fiorentino di via Cavour 84 di proprietà di Ferruccio Galducci. A lui è dedicata la prima lettera delle Montalcini e sarà una sua discendete, come racconta Leonardo Coen oggi sul Fatto, a trovarla, insieme alle altre. “Laura Leoncini, discendente di Ferruccio, le ha scovate poche settimane fa mentre rovistava dentro un vecchio cassettone – scrive Coen – Ne ha parlato con l’amico Adam Smulevich che lavora per il mensile Pagine Ebraiche e quei fogli ingialliti per l’usura del tempo hanno assunto la dimensione di una testimonianza”.

Il Corriere della Sera presenta le iniziative che Milano dedicherà nei prossimi giorni alle celebrazioni del 27 gennaio. Ad aprire gli appuntamenti, la presentazione domani alle 18, presso il Memoriale della Shoah, dell’ultimo romanzo della scrittrice israeliana Nava Semel, Testa-storta alla presenza dell’autrice e con il rabbino Giuseppe Laras.

Sul Messaggero spazio al Viaggio della Memoria ad Auschwitz a cui hanno partecipato cento studenti italiani, guidati dalle dolorose testimonianze dei sopravvissuti Tatiana e Andra Bucci e Sami Modiano. A loro fianco il ministro Maria Chiara Carrozza – che nell’occasione ha firmato una circolare con il presidente UCEI Gattegna per un impegno dell’insegnamento della Memoria nelle scuole – e il presidente del Senato Pietro Grasso. Proprio Grasso, sottolinea il quotidiano, “alla fine della visita ha anche saputo che ad Auschwitz il padiglione italiano è chiuso da quattro anni. I fondi ci sono ma i rimpalli burocratici ne hanno frenato la ristrutturazione. Grasso spera che stavolta un suo intervento possa sbloccare la situazione”.

“Razzismo rabbinico”, “Shoah Business”, “fondamentalismo religioso ebraico”. Sono alcune delle deliranti parole contenute nei manifesti apparsi nell’Università la Cattolica di Milano, negli spazi del gruppo studentesco della Comunità antagonista padana, che annunciano un incontro di chiaro stampo antisemita e negazionista. Pronta, come racconta Repubblica, la reazione dell’Unione giovani ebrei d’Italia, che ha espresso la sua indignazione, chiedendo di bloccare il dibattito. E’ una “disgustosa e intollerabile provocazione di inconfutabile stampo razzista – ha scritto all’università il presidente Ugei Simone Disegni – proprio in corrispondenza delle celebrazioni perii Giorno della Memoria in ricordo della più terribile pagina della storia contemporanea, la Shoah”.

Il premier Benjamin Netanyahu guarda con attenzione quanto sta accadendo a Ginevra, nell’arco della conferenza internazionale di pace sulla Siria. Le sue preoccupazioni sono rivolte all’Iran, con cui i famosi 5 + 1 hanno firmato un accordo per bloccare il progetto di Teheran di dotarsi di armamenti nucleari. Netanyahu non ha mai nascosto il suo scetticismo e ha sottolineato con forza che “il programma nucleare iraniano deve essere fermato e sarà fermato”. Guardando ai confini nazionali, le autorità israeliane sono preoccupate per un eventuale escalation delle violenze da parte dell’estremismo palestinese. Il il lancio di alcuni razzi sul territorio israeliano sarebbe un segnale inquietante di questa possibilità. “Se Hamas e le altre organizzazioni terroristiche hanno dimenticato la lezione, gliela ricorderemo molto duramente e molto presto”, ha affermato Netanyahu (Avvenire).

“Ebrei romani, di nuovo divisi su Israele”, titola un articolo di Micromega che dedica spazio alla dolorosa polemica degli ultimi giorni che ha toccato la Comunità ebraica di Roma.“Le violente contestazioni a Giorgio Gomel, attivista ebreo aperto alle istanze dei palestinesi, che si sono verificate la settimana scorsa a Roma durante un evento pubblico – scrive il giornale – hanno fatto riemergere alcune tensioni latenti all’interno della comunità ebraica romana. Oggetto del contendere è la politica di Israele nei territori occupati e, in particolare, il sostegno degli ebrei capitolini agli insediamenti illegali”.

L’ex giocatore della Juventus Nicolas Anelka rischia cinque giornate di squalifica per il gesto della quenelle, l’ormai tristemente celebre saluto romano rovesciato. “Offensivo, indecente, insultante e improprio”, così viene definito il gesto nel fascicolo presentato al giudice disciplinare della Football Association e compiuto da Anelka, che ora milita nel Wba, durante una partita del campionato inglese (Repubblica).