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Francia – L’affermazione dell’estrema destra. La comunità ebraica mette in guardia contro Le Pen

Schermata 2014-03-24 alle 15.35.01“Sono le 8 di sera del 14 maggio 2017. Il volto di Marine Le Pen appare sullo schermo di milioni di francesi. Al secondo turno delle elezioni presidenziali, è lei a diventare l’ottavo presidente della Repubblica”. Sono passati solo alcuni mesi da quando Roger Cukierman, presidente del Crif (organizzazione che riunisce le comunità ebraiche francesi) e vicepresidente del Congresso ebraico mondiale, firmava sull’autorevole Le Monde, un duro editoriale di denuncia contro l’estrema destra del Front National e la sua leader. Era il novembre 2013 e Cukierman lanciava un monito alla sua Francia “Io, che sono sopravvissuto da bambino alla Seconda Guerra Mondiale, tremo all’idea che il nostro paese naufraghi sotto un regime che soffoca le opinioni della minoranza; che marginalizza chi è fuori dai suoi standard e ridefinisce a suo piacimento i diritti e le libertà”. All’indomani del primo turno delle elezioni amministrative, Le Pen sorride e i giornali di tutto il mondo raccontano l’affermazione del suo partito, il risultato tiepido della destra del Movimento popolare (Ump), la disfatta dei socialisti dell’attuale presidente Francois Hollande.
Infatti, se è vero che su base nazionale il Fronte ha ottenuto il 6% dei voti, percentuale che potrebbe portare a minimizzare l’impatto di quanto accaduto, è lo stesso Le Monde a spiegare perché il risultato è significativo: la cifra è infatti ridimensionata dal fatto che il partito di Le Pen non si è presentato in tutte le municipalità, ma dove era presente ha ottenuto percentuali molto più significative, in media oltre il 16% (nel 2008 era il 9), pari a quasi un milione di voti, registrando un notevole balzo in avanti rispetto alle ultime amministrative in molte città.
Se dunque non si può parlare di incubo che si avvera (almeno per ora), tutti gli analisti sembrano concordi nell’affermare che gli esiti della tornata elettorale francese rappresentano un segnale di avanzata dell’estremismo che l’Europa dovrà saper cogliere. A ribadire i pericoli del successo del Front era stato alla vigilia delle elezioni anche il vicepresidente del Crif, Yonathan Arfi, intervistato da The Algemeiner. Che a proposito delle prossime elezioni europee ha affermato. “Se il Fronte nazionale sarà il primo partito di Francia, sarà il segno che il paese rigetta la tolleranza, il simbolo di una società che non accetta gli stranieri, gli ebrei e tutte le minoranze”. Un risultato, ha messo in guardia Arfi, che significherà anche sdoganare comportamenti razzisti e antisemiti “Se il Fronte sarà il primo partito di Francia, la gente si sentirà autorizzata a essere più razzista e antisemita, e aumenterà la presenza di questi fenomeni nell’opinione pubblica”. “Rimaniamo vigili – la promessa del vicepresidente Crif – Sono 40 anni che comunità ebraica lancia il messaggio di non votare il Front National. Quest’anno non farà eccezione”.

Rossella Tercatin twitter @rtercatinmoked

(24 marzo 2014)