moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Tea for two – Febbre da matrimonio

silvera giustaSe vi state chiedendo se sia difficile essere una ultra-ventenne vagamente ebrea nei mesi di maggio, sappiate che lo è. Molto. I social network, ovviamente, fanno la loro sordida parte spiattellandoci anelli di fidanzamento, pollastre in età da matrimonio e scapoli irretiti. Mi domando come camperò fino a settembre se la febbre da matrimonio non si arresta. Soprattutto perché sento gli occhi addosso: “Cara ragazza, va bene, fino adesso abbiamo scherzato, ora la vuoi smettere di vagare errabonda e vuoi darti alla caccia grossa?”. Ma, capiamoci, io nonostante la veneranda età ne ho di strada da fare: vedo mie coetanee in splendidi completi pastello che sanno stendere paste per fare torte a sei piani mentre lucidano l’argenteria, fanno un master, coccolano il cane e vincono gare di atletica leggera. In questo preciso istante invece io ho i capelli bagnati ed ho avviato la mia prima lavatrice pregando che non faccia diventare tutti i miei capi d’abbigliamento color pino silvestre. Mi nutro di gallette di riso e philadelphia e credo sinceramente che i jeans siano un elemento di eleganza estrema. Vado a lavoro pregando di non avere in carico grosse responsabilità e mi chiedo quando subentrerà in me il gene carrierista e la volontà di ‘allineare’ tutti spiegando quante idee geniali mi sono venute. Al momento vorrei un figlio solo per comprare abiti pre-maman e per impartirgli una educazione radical chic e comprargli giocattoli della città del sole. Ho iniziato da poco a socializzare con il mocio e sto valutando l’ipotesi di investire in una padella dal momento che mi sono comprata una pentola solo perché era lilla, scoprendo successivamente che non può essere messa sopra il fuoco. Sono consapevole del fatto che dovrei passare le mie domeniche a fare man watching, ma vorrei almeno imparare a sopravvivere da sola. Vorrei davvero essere come le ragazze che popolano la mia home di facebook, e lo dico senza il minimo di sarcasmo, ma there is a long way to go. E tra lavatrici sbagliate e insalatissime rio mare, la sto iniziando a percorrere.

Rachel Silvera, studentessa

(5 maggio 2014)