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Antisemitismo, allarme globale

rassegnaNel mondo una persona su quattro ha pregiudizi antisemiti. Sintetizzando, questo è quanto emerge dall’inquietante sondaggio promosso dall’Anti Defamation League, ente americano di monitoraggio e contrasto all’antisemitismo e alle discriminazioni. Su 53.100 intervistati, provenienti da centouno paesi, il 26% ha espresso pregiudizi contro gli ebrei. “Non si aggira solo per l’Europa ma per il mondo intero – sottolinea sul Corriere della Sera il giornalista Paolo Salom – Lo spettro dell’antisemitismo, a 70 anni dall’Olocausto, è un problema che, per dirla con le parole di Abraham Foxman, direttore dell’Anti Defamation League, ‘non sorprende ma certo fa riflettere’”. Salom poi riporta i dati della ricerca realizzata dalla First International Resources sull’Italia: “secondo le stime dell’Adl, sarebbero dieci milioni, un cittadino su sei, coloro che nutrono una qualche forma di pregiudizio antiebraico”. Statistiche inquietanti su cui si sofferma anche il Foglio di oggi. “L’antisemitismo è una fobia, una malattia – spiega l’ambasciatore di Israele in Italia Naor Gilon sulle pagine del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara – Non puoi decifrarlo razionalmente. Sicuramente pesa la crisi economica o la presenza islamica in Europa. Ma come spiegare che in Italia estrema destra ed estrema sinistra siano unite da quest’odio per Israele? Oggi in Europa non è politicamente corretto dire io odio gli ebrei’. Ma lo è dire io odio Israele”.

Sempre sul Foglio, spazio in prima pagina alle opinioni della storica Anna Foa – riprendendo il testo apparso sul Portale dell’ebraismo italiano moked.it – e del semiologo Ugo Volli in merito all’ultimo libro del giornalista Giulio Meotti “Ebrei contro Israele”. Molto critica la posizione di Foa che, facendo riferimento a un anticipazione del libro apparsa sul Foglio, afferma “sembra proprio che a essere considerata “in guerra con Israele” sia l’intera intellighenzia ebraica del mondo, a partire dalla fondazione dello stato d’Israele in poi, quelli che il titolo del giornale chiama sprezzantemente gli intellò”. “Sembra – aggiunge Foa – che qualunque ebreo scriva o insegni in un’università in qualunque parte del mondo appartenga alla categoria degli antisionisti, e quindi, nell’ottica del signor Meotti, degli antisemiti o almeno dei potenziali antisemiti.  Se Meotti è un buon esempio dei nostri amici, viene proprio da chiedersi, chi ha bisogno di nemici?”. Diametralmente opposta la posizione di Volli, che sposa la tesi di Meotti e sugli “Ebrei contro Israele” afferma che “vorrebbero rieducare i reprobi, ma non ci riescono per l’ostinatezza e la cecità di costoro, dunque loro malgrado si trovano a richiedere per questi criminali una giusta punizione, a dover appoggiare i loro nemici, di cui solo la loro crudeltà non vede le ragioni, ad approvare il boicottaggio, lo stesso che il nazifascismo aveva imposto ai loro parenti”. “Tanto più il coccodrillo si agita e spalanca la bocca – aggiunge Volli – quanto più gli ebrei antisemiti si danno da fare per distinguersi e condannare chi si trova sulla stessa zattera, cercando di spingerlo giù, dando ragione agli attacchi del rettile”.

Sei anni di carcere all’ex primo ministro di Israele Ehud Olmert. Di ieri infatti la notizia della condanna per corruzione di Olmert da parte del Tribunale di Tel Aviv per il famoso caso Holyland. “La corruzione è un reato disgustoso che mina le fondamenta di uno Stto”, hanno affermato i giudici nella motivazione della sentenza. Gli avvocati dell’ex premier hanno dichiarato che faranno ricorso alla Corte Suprema israeliana contro la condanna (Avvenire).

“Ho saputo che il prossimo 31 maggio il Comune di Trieste ha autorizzato il neofascista “Gruppo Unione e Difesa” a organizzare in Piazza Garibaldi un concerto, nel quale si esibiranno gruppi musicali con nomi quali “Rock Ariano” e simili”. Sul Fatto Quotidiano la lettera di protesta di un lettore contro la possibile esibizione pubblica di gruppi neofascisti a Trieste. “Trovo indegno – scrive Andrea Castelletto, firmatario della lettera – che in una città come Trieste, che in un passato non troppo remoto ha subito prima gli orrori fascisti e nazisti con le duemila persone trucidate nella Risiera di San Sabba e poi quelli comunisti con i morti della Foiba di Basovizza, ancora si inneggi all’odio razziale, ancora non si dica basta agli inutili conflitti nati in quella disgraziata e bellissima terra di confine”.

Daniel Reichel

(14 maggio 2014)