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Gli scienziati contro Le Iene: “Strumentalizzano il dolore”

“Siamo cittadini italiani di una generazione che ha epigeneticamente introiettato la tolleranza, ma non troviamo un argomento etico valido per giustificare coloro che gettano benzina sul fuoco della sofferenza causata da gravissime malattie, per generare conflitti tra malati, scienziati, medici e politici”. Dopo l’intervento del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, che nelle scorse ore ha annunciato l’intenzione di intraprendere un’azione legale nei confronti del programma Le Iene (oltre che dell’intervistato) per aver approfittato ad arte dei deliri e delle farneticazioni di un’estremista di destra “diffondendone irresponsabilmente le parole”, un nuovo atto di accusa nei confronti del popolare show targato Mediaset arriva in queste ore dalla comunità scientifica. Firmatari di una durissima lettera diffusa a mezzo stampa la senatrice a vita Elena Cattaneo e gli accademici Gilberto Corbellini e Michele Di Luca.
L’accusa rivolta a Le Iene è quella di aver deliberatamente disinformato milioni di spettatori su questioni di stringente attualità in campo sanitario. “Dopo aver pubblicizzato e dato luce all’imbroglio di Stamina, coinvolgendo pazienti con gravi patologie neurodegenerative, il programma di Davide Parenti – si legge – si è lanciato nell’esplorazione di tutte le possibili operazioni di disinformazione ai danni dei malati che fossero mediaticamente appetibili. Occorre una buona dose di malvagità, malevolenza, narcisismo, assenza di vergogna per perseguire così insistentemente nell’opera di aggravare le sofferenze altrui”.
“Si dovrebbe seriamente intervenire – proseguono i tre firmatari – sia con un codice etico condiviso dagli enti televisivi e d’informazione, sia mettendo sull’avviso i malati e i cittadini di non prender sul serio certi programmi televisivi o mezzi d’informazione attraverso specifiche avvertenze circa l’assenza di vaglio scientifico di quanto trasmesso. Così come si fa per i programmi con contenuti pericolosi o inadatti per un certo genere di pubblico, forse servirebbe un avvertimento del tipo: Attenzione, in questo programma si parla a vanvera e anche pericolosamente, senza prova alcuna di ciò che si trasmette”.