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“Chi compie azioni di vendetta si pone fuori dall’ebraismo”

L’Assemblea dei Rabbini d’Italia condanna nella forma più categorica l’orrendo omicidio del giovane ragazzo arabo Muhammed Abu Khedir, esprimendo
sentimenti di partecipazione al dolore e al lutto dei familiari.
Dichiariamo che questo criminoso gesto è del tutto estraneo a qualsiasi insegnamento biblico e rabbinico e appare legato a rivendicazioni di indiscriminata vendetta, che ripudiamo come radicalmente contrarie alla morale ebraica.
Abbiamo fiducia che le competenti autorità israeliane possano chiarire non solo le precise dinamiche del crimine ma anche l’eventuale contesto ideologico e sociale che potrebbe averlo maturato.
Ci auguriamo che anche in ambito palestinese possa manifestarsi un atteggiamento di repulsione nei confronti di analoghi gesti, che portano allo spargimento di sangue di innocenti, a qualsiasi parte essi appartengano, e si verifichi pari disponibilità a ricercare coloro che se ne rendono responsabili.
Ricordiamo come la ricerca della verità sia una componente indispensabile per chiunque sinceramente desideri la pace: “Verità e giudizi di pace sentenziate nelle vostre città” (Zaccaria 8,16).
Profondamente preoccupati per le gravi notizie che giungono da Israele, preghiamo, seguendo l’insegnamento del Gaon di Vilna, affinché le grandi sofferenze patite in questi giorni possano rivelarsi quali dolorose “doglie”, capaci non solo di mettere fine all’attuale spirale di violenza, ma di schiudere un nuovo spiraglio di speranza per un’autentica pace.

Il Consiglio dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia

(7 luglio 2014)