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…violenza

M’inquieta la benevolenza a priori nei confronti della violenza praticata da chi si ribella. La violenza non si giudica in base al rancore o alle umiliazioni subite. La violenza si giudica in relazione al progetto di società che vuol costruire chi la pratica: universalità dei diritti o, viceversa, discriminazione nei confronti dei diversi (per genere, fede, opinione,…). La violenza si giudica in relazione alla moralità che contiene. Moralità: ovvero l’insieme dei comportamenti alimentati da istanze etiche che hanno una valenza politica e che prefigurano un nuovo sistema politico. Solo guardando al domani che prospetta chi pratica la violenza si può discutere della giustificabilità o meno di quella violenza. Qualsiasi altra considerazione è fuori luogo.

David Bidussa, storico sociale delle idee

(31 agosto 2014)